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IRON MAN 3

iron-man-3-international-posterChe bel pezzo di latta, questo Iron man 3.

Come una macchina estremamente lussuosa (e costosa), la terza pellicola interamente dedicata alle guascone peripezie dell’ingombrante Tony Stark, è cromata, piena di gadget e bellissima da vedere, insomma il tipico oggetto (cinematografico?) nato per farti stare bene, almeno per l’intera sua durata e i successivi dieci minuti.

Dimenticato quel pasticciaccio brutto del capitolo seconto, questo numero tre si allaccia direttamente alla “poetica” degli Avengers, prendendo il via da eventi di poco successivi al salvataggio di New York, da parte di quell’eterogeneo gruppo di eroi. Se la trama ad un primo sguardo sembra piuttosto complessa, in realtà risulta fin troppo semplice, quasi un pretesto, che una volta spazzati via i dubbi e i turbamenti dell’eroe nei primi trenta minuti, procede tranquilla e senza grumi, come una zuppa che bolle in santa pace a fuoco lento. Continua a leggere

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DREDD

dredd_posterEcco il classico film che in Italia non vedremo mai.

A meno di un ripescaggio estivo, il bel Dredd è destinato ad una distribuzione repentina in DVD, per poi sparire all’interno di quei cestoni “tutto a 5 euro” che affollano, invisibili, i punti vendita della grande distribuzione.

Peccato perché l’epopea del giudice senza volto interpretato con masochistica e granitica fissità funzionale dal buon Karl Urban ha un che di veramente sfizioso e violentemente trascinante. Figlio di un’estetica apocalittica e polverosa come abbiamo già visto atrove, Dredd, ha il grande valore aggiunto di divertire, e non poco, lo spettatore alla ricerca di questo tipo di onesto prodotto d’intrattenimento. Continua a leggere

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GRABBERS

Grabbers-Poster-Richard-Coyle-Russell-Tovey-Ruth-BradleyNon sempre dobbiamo cercare la perfezione, spesso accontentandoci, siamo più vicini di un passo alla felicità.

Guardando Grabbers, piccolissimo film irlandese di mostri che sembra sbucato da un buco nel passato, con occhi giusti ma soprattutto comprensivi, si rischia seriamente di divertirsi.

Alla base di una vicenda oggettivamente piuttosto banale, che affonda le proprie radici nella tradizione più consolidata del monster movie, insieme a tanta scanzonata goliardia, c’è anche tanto cinema. Continua a leggere

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LOOPER

looper-posterPossiamo discuterne, ma credo che una delle cose più difficili, cinematograficamente parlando, sia fare un bel film sui viaggi nel tempo.

Non tanto perché l’argomento sia complesso ed insidioso, ma soprattutto perché forse quasi tutto è già stato detto. La verità è che a partire dalle pellicole del passato, L’uomo venuto dall’impossibile per dirne una, fino ai classici come Ritorno al futuro, fino allo splendido L’esercito delle 12 scimmie e al citatissimo Donnie Darko, il tema del time traveling è stato saccheggiato in lungo e il largo. C’è stato chi ne ha fatto delle commedie, come l’imprescindibile Non ci resta che piangere o il divertente I visitatori, chi ha voluto inserire venature horror, come nel caso del paranoico The butterfly effect e poi c’è stato chi più semplicemente non aveva poi tanto da dire sull’argomento.

Parliamoci francamente scrivere un film sul viaggio nel tempo credibile, originale e non dimenticabile, è cosa davvero difficile, anzi rischiosa. La buona notizia è che Looper riesce ad essere tutto questo, portando a casa un risultato francamente insospettabile. Continua a leggere

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SOUND OF MY VOICE

Noi spettatori alla fine siamo persone semplici.

Non abbiamo bisogno di insistiti colpi di scena, trovate raccapriccianti ed epifanie dell’ultima ora, ci basta una buona manciata di intelligenza, qualche bel dialogo ben scritto e un incedere elegante, aiutato da una regia degna di questo nome. Insomma abbiamo bisogno di un film che non vada ad intaccare la nostra autostima, telefonando fin troppo ed arrivando a giustificare qualsiasi bivio narrativo.

Sound of my voice si classifica ai primissimi posti tra le pellicole più intelligenti dell’anno, entrando lentamente ed inesorabilmente nella mente dello spettatore, arrivando a restituire uno spettacolo stimolante, mai banale, ricchissimo di domande e finalmente avaro di risposte. Continua a leggere

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PROMETHEUS: Il cinema ritrovato

Pensandoci bene non sorprende che una pellicola complessa, stratificata e diciamolo perfino ostica come Prometheus, non abbia incontrato il favore del grande pubblico, pubblico che nel 2012 per la maggior parte si accontenta ormai di vedere e non di pensare.

Abituati a farci spiegare tutto, come bambini in età prescolare, da parte di un cinema spesso inconsistente ed etereo, impossibilitato a lasciare zone grigie di magnifico ed inestricabile non detto, siamo ormai incapaci di porci domande, perché troppo spesso ci vengono fornite fin da subito tutte le risposte, anche quelle non necessarie, quelle non richieste. In questo senso il film di Ridley Scott, che finalmente si riappropria del suo cinema, ci impone uno sforzo in piu’ ponendoci di fronte ad una pellicola che per una volta pone domande e non ha risposte. Continua a leggere

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LA COSA: L’impossibilità di essere se stessi

Ecco uno di quei film che non si sarebbe dovuto fare.

Tutti conosciamo il super capolavoro di Carpenter e non è  mia intenzione sostenere l’inviolabilità dei classici, tesi francamente discutibile e anacronistica, visto che lo stesso film di Carpenter è il remake di una pellicola di Howard Hawks, però devo dire in questo caso l’obiezione e lo sdegno nascono dalla messa in scena e dai pochissimi spunti di sceneggiatura.

Il vero problema della versione rivista e corretta, non è infatti la distanza dal modello di partenza, ma la sua troppa fedeltà ad esso, che purtroppo alla lunga finisce per ingabbiarlo in scelte narrative tanto discutibili quanto obbligate. Peccato, perché qua e là le idee ci sono e si fanno notare, prima tra tutte quella che ad un certo punto riguarderà le otturazioni dentali.

A questo punto non so che cosa fare e mi trovo ad un bivio, non so infatti se svelarvi un pizzico di trama e rendervi quindi la visione interessante o evitare qualsiasi tipo di spoiler, per non ferire i sentimenti di nessuno. Facciamo così, chi ha paura di sapere troppo, salti direttamente alla fine. Per evitare confusione da ora in poi userò il corsivo. Continua a leggere

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ATTACK THE BLOCK: Fuoco d’artificio con Babau

Caro buon vecchio Regno Unito… così compassato e tradizionalista, ma anche estremamente pronto a scherzare e a fare i capricci, quando un buon film gliene da la possibilità.

Attack the block, non è un film particolarmente diverso da altri che ultimamente ci hanno divertito ed intrattenuto, in primis da La Horde, da cui riprende la stessa struttura e la medesima, straniante, quotidiana idea, eppure questa atipica invasione aliena a suon di rap della periferia, conquista e si fa ricordare. A cominciare dai suoi piccoli protagonisti, tutti adolescenti appena un pò più grandicelli rispetto ai Goonies o ai ragazzi di Super 8, Attack the block, mischia generi, influenze e sensazioni, facendoci vivere l’esperienza di un film di fantascienza atipico, interpretato dal cast di un classico anni ’80, mischianto però con tematiche e sviluppi modernissimi. Continua a leggere

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BATTLESHIP: Vaccata sì, ma basta capirsi

La storia è sempre la stessa. Come quando si conosce una ragazza, l’importante è capirsi.

Avete presente quando si conosce una persona nuova? Quel primo momento in cui bisogna decidere se si sta stringendo la mano ad una papabile fidanzata o all’ennesima nuova amica? L’importante è capirsi fin da subito onde evitare delusioni e voli pindarici da entrambe le parti.

Al cinema funziona allo stesso modo. Mi spiego. Se ci si reca in sala a vedere un film dal titolo Battleship, basato sul celeberrimo gioco da tavolo Battaglia navale ed improntato sull’ennesima invasione aliena, è chiaro che bisogna intendersi su cosa si va cercando. Riflettendo sui motivi che vi hanno portato in quel cinema, potrebbe essere lecito non aspettarsi un capolavoro impegnato, capace di regalare intense riflessioni sulla vita, ma al contrario si potrebbe essere più propensi a credere che il suddetto Battleship sia l’ennesimo filmone simil copia carbone di Transformers (non a caso produce sempre Hasbro). Continua a leggere

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IN TIME: In corsa contro noi stessi

Come noto esistono due tipi di fantascienza, quello alla Star Trek, con viaggi spaziali e mondi sconosciuti da scoprire e poi c’è il secondo tipo, quello che prende come scusa un plot fantastico per raccontare il nostro possibile domani e in alcuni casi il nostro futuribile oggi.

In time appartiene ovviamente al secondo tipo ed è una fortuna, perchè si tratta della fantascienza che preferisco.

In un futuro non troppo lontano gli esseri umani non invecchiano ne si ammalano più, mentre il tempo è diventato l’unico bene degno di avere un valore. Non vi rivelo altro, vi basti però sapere che come in ogni buona storia di science/fiction in un mondo in cui il tempo è l’unica moneta corrente, i ricchi possono davvero vivere  per sempre, mentre i poveri vedono fin troppo presto assotigliarsi le loro prospettive di vita. Continua a leggere

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MONSTERS: 13

13…

Non è la colonna del totocalcio, ma il numero di spettatori che probabilmente si recheranno in sala per vedere Monsters, consapevoli di ciò che li aspetta.

Uscito alla chetichella e in estremo ritardo, senza uno straccio di promozione degna di questo nome, questo film del 2010 non è quel che sembra.

Sgombrate la mente da Cloverfield e District 9, qui siamo da un’altra parte e più precisamente dalle parti della storia d’amore in circostanze particolari ed uniche. Continua a leggere

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COWBOYS & ALIENS: Ehi guardate là! Un altro emporio della Riviera Romagnola

Tempo fa, mi capitò di paragonare un film ad un emporio della riviera Romagnola (Angeli e Demoni), mai avrei pensato che quelle righe tornassero a perseguitarmi, alcuni anni e molti film dopo. Il paragone mi era stato suggerito da un semplice ricordo di infanzia, tempo in cui passavo ore in questi luoghi magici, ove potevi davvero trovare di tutto, un pò come nel citato  film di Ron Howard.

A ben guardare, quelle considerazioni ormai vetuste, si adattano perfettamente a Cowboys & Aliens, zibaldone indigesto e ipercalorico, pieno zeppo come un uovo di luoghi comuni e poco buon senso. La sensazione guardando questo discutibile blockbuster è che un irresponsabile sceneggiatore abbia pensato che vista la geniale premessa, cowboys alle prese con un gruppo di alieni appunto, non ci fosse bisogno di altro (una vera sceneggiatura?),  per confezionare un film appena decente.  Continua a leggere

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L’ALBA DEL PIANETA DELLE SCIMMIE: Blockbuster con anima

E’ veramente possibile confezionare un blockbuster, cioè un campione di incassi studiato a tavolino, che abbia un’anima e un cuore, che a dispetto dell’arcinoto soggetto, riesca a farci trepidare e sognare, fremere e commuovere ancora e comunque?

L’alba del pianeta delle scimmie sembra rispondere egregiamente a questa non scontata domanda, regalandoci due ore di emozione, carne e irsuta pelliccia.

La storia, anzi le storie, che gravitano attorno alla saga de Il pianeta delle scimmie sono note a tutti, a cominciare dal classico interpretato da Charlton Heston, fino al fiacco remake diretto da Tim Burton, eppure questa pellicola convince miracolosamente ed inaspettatamente, arrivando a trovare una vita propria e scavando un proprio immaginario cinematografico nella mente degli spettatori, lontano da quanto visto in precedenza. Continua a leggere

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SUPER 8: La mia infanzia… il mio cinema

Comincio con una confessione. Se in un film ci sono i bambini o il Natale, io piango. E’ scientifico, matematico, le mie lacrime sgorgano spontaneamente senza che io possa controllarle o ributtale indietro, la voce mi si spezza e il naso cola, mentre mi riduco ad una poco piacevole larva d’uomo scossa dai singhiozzi. Super 8 è il tipico film che spalanca i miei dotti lacrimali e nel finale, mi fa desiderare di essere lì, oltre lo schermo, in compagnia dei suoi piccoli protagonisti, per sognare e crescere insieme a loro.

Data tanta e tale premessa. mi sbilancio e lo dico fin da subito, Super 8, nuovo film diretto da J.J. Abrams e prodotto da Steven Spielberg è splendido, anzi un vero capolavoro che resterà incastonato nel tempo e nella memoria del cinema che verrà. Scalda il cuore assistere ad una pellicola così simile alle opere passate dello Spielberg che fu, penso ovviamente a E.T. e Incontri Ravvicinati, interamente dominata e  abitata da ragazzi, che attraverso uno spirito di corpo e di gruppo ormai appannaggio di un’epoca lontana, lottano e si fanno largo nella vita, sognando il cinema e abbracciando l’amore e l’ignoto. Continua a leggere

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TRANSFORMERS 3: Prendere o lasciare

Esistono momenti nella vita di un uomo in cui bisogna fare delle scelte, per spiacevoli e scomode che siano. E’ stato in preda a questi lugubri pensieri che ho deciso di recarmi a vedere il terzo capitolo della saga Transformers. Ancora non so perchè l’ho fatto, l’unica cosa che ricordo è una vocina, nella mia testa,  che ripeteva con insistenza: lo sai che sotto sotto questi filmacci baraccone sono il tuo pane quotidiano, ammettilo, sei schaivo dell’estetica pop-corn di Michael Bay… e se fosse un bel film? 

Ora, mi piacerebbe potervi dire e poter dire a me stesso, che Transformers 3 è un bel film, mi piacerebbe davvero, ma purtroppo non posso farlo. Potrei dirvi che si tratta di un film migliore dell’imbarazzante capitolo secondo e che per certi aspetti supera anche la pellicola capostipite, ma in tutta coscienza non posso dire che si tratti di un bel film. Tutto quello che posso dire è che perlomeno mantiene ciò che promette. Continua a leggere

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I GUARDIANI DEL DESTINO: L’importanza di crederci fino in fondo

E’ possibile che un film capace di emizionarci e coinvolgerci, ribalti le carte in tavola nel finale, rovinando tutto ciò che aveva costruito ed arrivando perfino a farsi disprezzare dallo spettatore che fino a quel momento lo aveva seguito e amato?

Per rispondere a questa spinosa domanda, basta recarsi nella più vicina multisala e gustarsi fino all’ultimo fotogramma, I guardiani del destino, in originale The Adjustment Bureau.

Non c’è nulla che non va per il verso sbagliato in questa pellicola tratta da un ennesimo racconto di Philip K. Dick. Ottimo e azzeccato il cast, con Matt Damon al timone, Emily Blunt a seguire e perfino una spruzzatina di Terence Stamp, giusto per dare quel sapore in più, regia solida e non particolarmente intrigante, ma il film francamente non richiedeva di più e per finire una sapiente sceneggiatura, capace di entrare subito nel vivo degli eventi, per proseguire poi a rotta di collo. L’idea è francamente intrigante e alcuni passaggi sono proprio indovinati, con quella tragica parabola umana che risulta quasi completamente dominata dall’esterno. Continua a leggere

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REPO MEN: Quella fantascienza un pò beffarda che ci piace tanto

Alla fine del post, oltre al solito trailer, trovate un brano tratto dalla colonna sonora. L’idea è quella di mettere in play il brano e poi leggere la recensione. Un modo per entrare dentro al film,  respirandone l’atmosfera… o forse solo un gioco.

La fantascienza negli anni è stata abbandonata e vilipesa, dimenticata e bistrattata, se si esclude il mastodontico Avatar e pochissime altre pellicole, questo genere un tempo florido di idee e di tenerissime pacchianerie è stato relegato nelle polverose soffitte del nostro vissuto. Ovvio quindi che quando un film come RepoMen, si occupa di esplorare il nostro futuro, ottiene non solo attenzione, ma anche tutta la simpatia di uno zoccolo duro di appassionati mai domi, pronti sempre e comunque a buttare ancora una volta il cuore oltre l’ostacolo, là, tra gli abissi di ciò che verrà. Continua a leggere

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