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PROJECT NIM

Urlo? Urlo.

Aaaaahhhhhhhhhhh !!!!!!!!!!!!!

Ecco, finito di vedere Project Nim, sapiente documentario che sa benissimo essere anche molto altro, non resta altro che urlare.

Guardate che qui non parliamo di genocidio o di riscaldamento globale, ma di scimpanzé.

Siamo negli anni ’70 e Nim è il nome di uno scimpanzé nato in cattività e sottratto immediatamente alla madre per  farlo crescere dagli uomini come se fosse un uomo, mettendolo così al centro di un progetto scientifico volto ad insegnargli ad esprimersi con il linguaggio dei segni. Continua a leggere

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ORTOBELLO Primo Concorso di Bellezza per Orti

Crogiolandomi nell’apatia degli ultimi giorni, pochi film visti, poca voglia di vederne di nuovi, ecco che sempre più vengo attratto dalle iniziative trasversali, da quei tentativi cioè, di dire comunque qualcosa in questo asfittico e cinematograficamente triste paese.

Il Via Emilia Doc Fest è un’ottima occasione per vedere che nonostante tutto c’è tanta gente che ancora sogna cinema e lo fa in maniera cristallina, pura, senza orpelli o compromessi. Festival del documentario decisamente atipico ed estremamente democratico nell’assegnazione dei meriti, esiste una giuria, ma uno dei premi sono proprio gli utenti della rete ad assegnarlo con i loro voti, resta prima di tutto un’occasione perfetta per assistere a qualcosa di nuovo e in secondo luogo a qualcosa di bello.

Tra le opere che ho visto ed apprezzato, Ortobello, è un documentario che vi ruberà appena 32 minuti della vostra vita, restituendovi un vero e proprio patrimonio di sensazioni, emozioni e perchè no anche di odori. A tratti sembra infatti di percepire l’odore della terra e il pungente afrore del sudore che traspira dalla pelle ormai non più giovane dei protagonisti, benedetti dall’afa e dal lavoro. Continua a leggere

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THE GOLDEN TEMPLE

Ci sono alcuni momenti in cui questo piccolo passatempo (gestire un blog intendo) ha del miracoloso.

Il miracolo accade per esempio quando una casa di produzione chiamata Caucaso Factory mi offre l’opportunità di vedere un documentario dal titolo The Golden temple, diretto da Enrico Masi e presentato nelle Giornate degli Autori a Venezia.

Incentrato sulla ristrutturazione/desertificazione della zona di Stratford nell’East End di Londra, che ha fatto da presupposto alle appena conclusesi olimpiadi, The Golden temple è un documentario da cercare e vedere a tutti i costi. In primo luogo per la finestra polemica e soprattutto inedita che apre sui recenti giochi olimpici e in secondo luogo per il tipo di reazione che suscita ad un entusiasta come il sottoscritto, da sempre pronto ad idolatrare la capitale britannica. Continua a leggere

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CATFISH: L’impossibilità del reale

Sì, lo so.

Forse avrei dovuto lanciarmi in sala a vedere Tin Tin, ma come si fa! Il maledetto 3d è ovunque e per poter vedere il film di Spielberg in 2d (ben più adatto agli occhi di mia figlia e ai miei) devo spararmi 25 Kilometri! Scartate le dozzine di dozzinali commedie in circolazione e con la brutta sensazione di aver già visto quello che valeva la pena di vedere, mi rifugio inesorabilmente tra le pieghe del mio hard disk, nella nicchia delle pellicole che veramente mi attirano e di cui forse ha ancora senso scrivere.

Catfish è un film importante, una pellicola che fin dal momento della sua presentazione al Sundance, ha fatto molto parlare di se. Catfish è un documentario o presunto tale, che ridefinisce il linguaggio cinematografico, ibridandolo con il web e il social network. Catfish è prima di tutto una splendida opera di solitudine e fuga. Ancora prima, Catfish, è un film che colpevolmente, per ora non ha nessuna distribuzione italiana. Continua a leggere

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INSIDE JOB: Il miglior film horror dell’anno

Esistono i buoni film, pellicole belle e divertenti, profonde e struggenti, scampoli di un paradiso perduto in terra, da vedere e rivedere fino alla fine del tempo.

Esistono i cattivi film, robaccia dimenticabile e spesso imbarazzante, pellicole così indifendibili da essere unanimemente considerate senza appello, da tutta la società civile.

Entrambe queste categorie sono ovviamente opinabili, cioè dietro al famoso motto: i gusti son gusti, si agitano un sottobosco di sensazione ed emozioni personalissime, che spostano il giudizio dello spettatore da un estremo all’altro, apparentemente senza alcun preciso disegno.

Poi ci sono le pellicole necessarie e qui la storia cambia. L’opinabile non esiste più, parole spesso vuote come bello e brutto, perdono di significato e ciò che resta è l’indispensabile.

Inside Job appartiene fieramente a questa terza categoria. Continua a leggere

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SILVIO FOREVER: Inutile noia

Chi si accosta ad una pellicola come Silvio Forever, di solito lo fa essenzialmente per due ragioni: per avere buoni motivi in più per disprezzare Berlusconi o per avere ulteriori prove del complotto ordito dall’opposizione per affossare la credibilità del Premier.  In questo blog si parla di cinema e non di politica, quindi in questa sede si tenterà di esaminare il film nella sua essenza, senza farsi distrarre da pregiudizi politici, simpatie o antipatie nei confronti del Presidente del Consiglio.

Uscito in Italia il 25 Marzo, sull’onda di polemiche piuttosto ingiustificate, Silvio Forever, documentario autobiografia dell’uomo più discusso del nostro paese, è un’operetta deludente, capace di arrivare ad una risicatissima sufficienza. Il film è costruito esclusivamente usando filmati che ritraggono Berlusconi, le sue dichiarazioni e perfino le parole da lui scritte, in questa sede interpretate con un’irritante imitazione piuttosto fasulla. Continua a leggere

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UN GIORNO SENZA MESSICANI: Genio e follia

Cosa accadrebbe se un bel giorno tutti i messicani scomparissero come per magia dallo stato della California? E’ questo l’interrogativo a cui tenta di rispondere l’insolito film di Arau.

Uscito solo in dvd e alla chetichella questa docu-fiction dall’indubbio valore si fa notare per l’originalità con cui affronta un tema attualissimo e alla fine comune a molte società. Se in California ci sono i messicani in Italia ci sono gli albanesi e i magrebini, i senegalesi e i cinesi. Ovunque la paura del diverso fa nascere in molte persone un atavico desiderio di isolarsi in comunità sigillate e anti intrusione, il semplice aggirarsi per le strade di individui dalla carnagione differentemente pigmentata crea il panico in alcuni e domande inquietanti in altri (quanto ci costano? cosa fanno? perchè non se ne vanno?).

La pellicola di Arau risponde e bene a tutte queste domande e quello che ne salta fuori è una verità di certo non sorprendente anzi palesata ormai da tempo agli occhi di chi ha un minimo di discernimento: i messicani sono la spina dorsale su cui si basa l’economia della California. Generalizzando, le etnie più deboli e povere sono quelle su cui quelle ricche e potenti costruiscono il loro potere e la loro ricchezza. Parcheggiatori, commessi, camerieri, spazzini, giardinieri, raccoglitori di frutta, operai, babysitter, tutti lavori umili e indispensabili svolti dagli umili e dagli indispensabili messicani, cinesi, magrebini, albanesi di questo mondo. Continua a leggere

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