In più di quarant’anni di vita, almeno una cosa penso di averla capita: bisogna sempre fidarsi dei registi, quelli veri.
Il cinema degli autori, di coloro i quali hanno un’idea ben precisa e riconoscibile della settima arte, che sanno sempre dove mettere la macchina da presa e non si lasciano abbindolare da manierismi e modaiole tempeste di inquadrature senza senso, accompagnate da un montaggio spesso frenetico e stordente, insomma il cinema di questi autori ha sempre, o quasi, significato, cuore e anima. Così è stato recentemente per Gus Van Sant e Tarantino, ma anche per Tim Burton e Paul Thomas Anderson, ora è giunto il momento di fidarsi di Sam Raimi. Continua a leggere










