La nuova commedia americana ricorda tremendamente la vecchia commedia americana targata anni ’80.
Come diceva qualcuno bisogna che tutto cambi, perchè tutto resti uguale e così sembra essere anche per il cinema. Lasciate alle spalle le sulfuree scorrettezze di certe pellicole indipendenti e di alcuni giovani promettenti autori, la nebbia si dirada e si fa largo un dominante piattume, fatto di perbenismo di facciata e di politicamente corretto.
E’ il caso di questo Grown Ups (vi prego non fatemi ripetere l’urticante titolo italiano) che mette molta carne al fuoco, soprattutto molti nomi altisonanti, per poi farla lentamente bruciare. Questa specie di Grande freddo tra bamboccioni mai veramente cresciuti, fa della superficialità il proprio marchio di fabbrica, annegando ogni spunto narrativo in una smodata quantità di melassa a base di buoni sentimenti. Continua a leggere





