Che bel pezzo di latta, questo Iron man 3.
Come una macchina estremamente lussuosa (e costosa), la terza pellicola interamente dedicata alle guascone peripezie dell’ingombrante Tony Stark, è cromata, piena di gadget e bellissima da vedere, insomma il tipico oggetto (cinematografico?) nato per farti stare bene, almeno per l’intera sua durata e i successivi dieci minuti.
Dimenticato quel pasticciaccio brutto del capitolo seconto, questo numero tre si allaccia direttamente alla “poetica” degli Avengers, prendendo il via da eventi di poco successivi al salvataggio di New York, da parte di quell’eterogeneo gruppo di eroi. Se la trama ad un primo sguardo sembra piuttosto complessa, in realtà risulta fin troppo semplice, quasi un pretesto, che una volta spazzati via i dubbi e i turbamenti dell’eroe nei primi trenta minuti, procede tranquilla e senza grumi, come una zuppa che bolle in santa pace a fuoco lento. Continua a leggere























