Tu spettatore ti accomodi in sala, convinto di vedere il solito film poco originale a base di found footage, telecamera claudicante e orrore spicciolo, quando ti accorgi improvvisamente e con tua grande meraviglia di non riuscire a staccare gli occhi dallo schermo, nemmeno per il tempo di un singolo battito di ciglia.
Le ragioni che rendono The Bay un piccolo gioiello e a suo modo il primo mattone che va ad inaugurare una nuova stagione del cinema, sono principalmente due e sono complementari l’una all’altra. La prima è la maestria con cui è diretto, non usando un unico punto di vista, ma generando un ibrido mix tra tutti i possibili mezzi espressivi multimediali; mentre la seconda, consequenziale alla prima, è la scoperta che in cabina di regia c’è nientemeno che Barry Levinson, in parte anche responsabile dell’idea che sta alla base della sceneggiatura. Continua a leggere
























