IL CAMMINO PER SANTIAGO: Cinema e sincerità

L’estate cinematografica italiana andrebbe studiata nelle università.

Periodo di tempo bizzarro ed inospitale, limbo filmico a cui vengono troppo spesso condannate pellicole decorose ed innocenti, si distingue per l’italiota ottusità che porta distributori ed esercenti a buttar nel mucchio horror impresentabili, film d’autore misconosciuti, antichi reperti archeologici ed opere prime targate Italia, impossibilitate così ad avere la benché minima visibilità.

In questo ingeneroso e spesso indecoroso mare magnum ecco far capolino Il cammino per Santiago (in originale semplicemente The way), film diretto da Emilio Estevez ed interpretato con cipiglio fiero da suo padre Martin Sheen, film datato 2010 finalmente e quasi inaspettatamente giunto al nostro cospetto di pubblico italiano. Pellicola emozionante ed interessante, The way racconta dell’improvvisa morte di un figlio e della decisione da parte di suo padre di continuare il cammino da lui interrotto.

Film di epifania e di catarsi, prima di tutto verso noi stessi e poi verso gli altri, ha il grande e raro pregio di suscitare lacrime sincere e commosse, senza spingere subdolamente lo spettatore a tutti i costi in quella direzione. Molte pellicole purtroppo usano mezzi decisamente poco ortodossi pur di strappare partecipate lacrime dai nostri occhi di spettatori, ma The way ha la capacità, la costanza e verrebbe da dire la decenza, di non esagerare mai, affidandosi ad un equilibrio narrativo sobrio ed estremamente sincero.

La vera forza di questo film sta tutta nella complice relazione che riesce a costruire con lo spettatore, coinvolto forse suo malgrado nel pellegrinaggio di Santiago. Man mano che la storia e il cammino procedono, si resta assolutamente irretiti e conquistati dai personaggi, dalle loro motivazioni e dal legame che vanno costruendo, perché come succede nel buon cinema, ad un certo punto quelle motivazioni diventano le nostre e quel sentimento di solidarietà e di amicizia che abbiamo visto nascere lentamente è diventato allo stesso modo un nostro valore da difendere a tutti i costi.

A The way, come al buon cinema, non serve di più. Una buona sceneggiatura, interpreti credibili, una regia che non inventa nulla ma sa dove mettere la macchina da presa e un briciolo di emozione, capace di farci dimenticare questo caldo soffocante e farci smarrire tra le pieghe dell’anima di un cammino che ora è diventato anche il nostro.

.

VOTO

♥ ♥

.

About these ads

Lascia un commento

Archiviato in Drama

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...