ROCK OF AGES: Musical, I love you

Volete un parere oggettivo? Cambiate blog.

In questo blog si tifa spudoratamente per il musical, considerato da chi scrive un dono del cielo all’umanità, la più potente e completa forma d’arte che esista. Chi fa musical infatti deve essere in grado di recitare, cantare e ballare, unire cioè tre talenti straordinari rendendoli così sublimi. Quindi se volete un parere oggettivo, cambiate blog, qui si tifa per il musical.

Come succede spesso nel musical è una canzone in particolare a far scattare qualcosa nella testa dello spettatore, una forma perniciosa di innamoramento che dà dipendenza da quella meravigliosa droga fatta di parole e note. Tanto per fare qualche esempio in Mamma Mia questa epifania corrisponde a Dancing Queen, in The phantom  of the Opera, quando il candelabro si anima siamo trasportati in cielo insieme a lui, in Wicked il pezzo d’apertura No one mourns the wicked conquisterebbe anche un sasso e potrei continuare ancora. Personalmente in Rock of Ages la folgorazione è arrivata nel momento in cui Russel Brand ed Alec Baldwin si esibiscono in una versione a metà tra il commovente e il semplicemente esilarante di Can’t fight this feeling, un momento altissimo che ne preannuncia tanti altri.

Vedete ve lo avevo detto che non sono un giudice obbiettivo, mi basta iniziare a parlare di musical che mi faccio subito prendere la mano. La verità è che non ci si può non innamorare di questo sfacciato omaggio al rock degli anni ’80, così gratuito, volgare, esagerato e dannatamente coinvolgente. Successo di Broadway prima e del West-end londinese poi, Rock of Ages racconta la più banale delle storie d’amore, avendo però la brillante intuizione di ambientarla nell’ormai lontanissimo 1987 ed annaffiarla con tanto, tantissimo rock di razza. Ballads che tutti conoscono, copiando un pochino la già vincente formula che aveva fatto la fortuna di Mamma Mia, un gruppo di straordinari interpreti tra cui spiccano la divina Mary J. Blige, la famelica Catherine Zeta-Jones e un inedito Tom Cruise, belle coreografie e tantissimo umorismo, sono gli scanzonati ingredienti di questa divertente passeggiata sul canterino viale dei ricordi, che non disdegna qualche riflessione sulla fama e l’identità.

Per bocca della rockstar bella e dannata interpretata da Tom Cruise si disserta sulla natura effimera della musica e sull’inarrestabile ed impietoso scorrere del tempo, capace di trasformare l’ispirazione in posa e il domani in ieri. La musica e la moda, la passione e la disillusione, tutto scorre e passa attraverso lo specchio del rock, fulgido baluardo di una sincerità che abbiamo ormai smarrito da tempo. Emozione ineguagliabile, ritmo travolgente e parole indimenticabili, urlate a squarciagola di rimando ad una luna sfacciata ed impudente, che continua compiaciuta a sorriderci mentre noi continuiamo a cantare senza sosta in un coro collettivo di partecipata ed anacronistica follia musicale.

Ma va bene così e alla fine del giro in giostra ci si sorprende a volerne ancora e ancora.

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VOTO

♥ ♥ ♥ 1/2

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1 commento

Archiviato in Musical

Una risposta a “ROCK OF AGES: Musical, I love you

  1. A me bastavano già Russel Brand e Alec Badlwin. Non vedo l’ora di riuscire a vederlo!

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