21 JUMP STREET: Indietro nel tempo

C’erano una volta gli anni ’80.

Anni di musica plastificata, horror carpenteriani, paninari, truzzi e pomeriggi in discoteca. Lo so, perché quegli anni li ho vissuti e ad essere sinceri non li rimpiango per niente, anche se devo ammettere che in uno sperduto angolo del mio cuore conservo ancora un briciolo di amore per loro e per la mia perduta infanzia.

In quegli anni andava molto di moda un genere cinematografico, che più di ogni altro ha caratterizzato quel periodo, lo scanzonato poliziesco. Pensiamo a 48 Ore di Walter Hill o a Una perfetta coppia di svitati con Billy Crystal ed ecco la fotografia perfetta di un genere che progressivamente si è smarrito negli anni e le cui regole erano alquanto semplici, bastava prendere un paio di caratteri affini ma diversi, unirli contro una minaccia comune ed annaffiare il tutto con una buona dose di ironia mista ad action e il gioco era fatto.

Passati parecchi anni da quei gloriosi momenti ecco arrivare al cinema 21 Jump Street, pellicola che mantiene inalterata questa regola aurea applicandola alla riedizione su grande schermo di una famosa serie tv, ovviamente anni ’80, che ha aiutato Johnny Depp a muovere i primi passi nel mondo della celluloide. Diciamolo subito, il film è uno spasso, un tuffo nel passato in un campo da gioco con le proprie regole codificate e una voglia inarrestabile di non prendersi mai sul serio.

Merito dei due affiatatissimi protagonisti, Jonah Hill e Channing Tatum, agenti sotto copertura costretti a tornare al liceo per debellare un traffico di droga. La trama non è per nulla elaborata e a ben guardare è sempre la solita, ma l’efficacia dei caratteri, per una volta tratteggiati come si dovrebbe, unita ad una sceneggiatura al fulmicotone in cui la tensione e il divertimento non rallentano mai, compiono il miracolo e ci restituiscono una pellicola fresca che omaggia un cinema ormai sepolto.

Inseguimenti mozzafiato, recite scolastiche, imbarazzate prime volte, secchioni al servizio della giustizia, balli di fine anno e feste all’insegna del delirio, insomma tutto quanto fa disincanto, sfacciataggine e ricordo dolce amaro di un’età, l’adolescenza, che è stata qualcosa di importante per tutti e che per molti continua ad essere un mito, definitiva ed imprescindibile tappa e rito di passaggio da bambini a uomini. 21 Jump Street ha il grande merito di saper cogliere ma soprattutto interpretare quel grande e tumultuoso cambiamento filtrandolo attraverso la lente dell’amicizia, delle prime cotte amorose e della costante paura di non essere all’altezza, restituendoci così, forse inconsapevolmente, la dignità dei nostri ricordi e l’ipnotica opalescenza dei nostri rimpianti.

Non è poco per un film di cassetta.

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VOTO

♥ 

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