LORAX: Guardiani di foreste ed animazione piccola

L’animazione, salvo poche eccezioni, è diventata piccola.

Non parlo di messaggio, ma di ricordo, di sentimenti e di immagini che si imprimono sulla retina depositandosi sulla corteccia cerebrale, rendendo così indelebile un istante di cinema.

Per carità non me la prendo certo con Lorax, pellicola lodevole e gradevole che fa dell’educazione all’ecologia il proprio obiettivo, ma con un’errata convinzione secondo cui basterebbe qualche canzoncina, una manciata di personaggi simpatici e l’immancabile 3d a rendere memorabile un film. Brutte notizie, non è assolutamente così. Passata una settimana dalla visione del suddetto Lorax poco e niente è rimasto della simpatia dell’arancione guardiano di foreste, spazzata via da altre immagini e altri ricordi.

Qualcuno potrebbe obbiettare che probabilmente tale amnesia è dettata dalla mia età avanzata, ormai non più incline a valorizzare e far sedimentare adeguatamente l’animazione, ma senza andare troppo indietro nel tempo mi è d’obbligo notare come non più tardi di qualche mese fa il film dedicato ai Muppet abbia entusiasmato sia me che mia figlia, emozione che a ben guardare anche il successivo Leafie ha saputo regalarci.

Allora probabilmente il motivo è da ricercarsi tra le pieghe delle pellicole stesse, all’interno del loro cuore. Se la corriva ripetitività è ormai diventata endemica nel cinema mainstream, ancora più evidente è questa tendenza nelle pellicole di animazione, spesso costruite frettolosamente con un occhio al pubblico e una mano sul portafoglio. Ogni film ha un cuore, esattamente come ogni opera di ingegno ed impegno umana, ma quel cuore non sempre è grande abbastanza da far sentire il proprio battito forte e chiaro, ipnotizzando così gli spettatori.

Non tutti hanno l’integrità della Pixar, capace di attendere anni per mettere in cantiere e sviluppare il progetto Brave, finalmente in uscita a settembre, quello che capita sempre più spesso purtroppo è un continuo abbandonarsi agli stereotipi più consumati, spesso usando ed abusando idee già fin troppo esplorate, nel tentativo fin troppo scontato di riproporre incassi garantiti con un dispendio minimo di fantasia (in questo senso non è un caso che a breve assisteremo al terzo Madagascar e addirittura al capitolo 4 de L’era glaciale).

Tornando a noi, nel caso di Lorax per esempio ci si affida alla penna geniale del Dottor Seuss, saccheggiandone i libri e arrivandone a proporre uno dei personaggi meno noti. A questo basta aggiungere tre motivetti orecchiabili e un impianto da storia classica e il risultato è garantito senza troppi sforzi e scossoni. Non vorrei però sembrare ingiusto, il risultato è assolutamente godibile e il succiato messaggio ecologista giova al film ma soprattutto alle giovani menti che avranno il piacere di seguirlo. Il problema sta altrove ed è da ricercare in un’animazione sempre più digitale e quindi sempre più omologata, che rende tutto semplice, piatto e semplificabile, ridefinendo così lo standard e le sfumature che spesso lo arricchiscono e completano.

Non voglio sembrare il solito vecchio trombone che difende a spada tratta la magia dell’animazione di un tempo a scapito di quella moderna, ma il difetto sta nelle sceneggiature spesso troppo uguali e troppo restie a rischiare per uscire dagli schemi e tentare qualcosa di veramente nuovo o semplicemente intelligente.

.

LA SCENA CHE VALE IL FILM

Il canterino finale.

L’ANGOLO DELL’INTRIGANTE NOZIONISMO

Fortunatamente per noi Danny DeVito ha doppiato se stesso anche nella versione italiana, evitandoci imbarazzanti rimpiazzi, visto che già la voce del protagonista è stata affidata ad un dimenticabile giovane cantante di cui nemmeno ricordo il nome e nemmeno voglio consultare google per scoprirlo. Il Dottor Seuss è il geniale creatore di splendidi libri per bambini da cui sono stati tratti diversi film saccheggiando di fatto la sua opera. Tra i suoi capolavori ricordiamo Il Grinch, Il gatto con il cappello matto, Ortone e i piccoli Chi, Gli Snicci e quel capolavoro di nonsense che porta il titolo di Prosciutto e uova verdi.

.

About these ads

Lascia un commento

Archiviato in Animazione

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...