JOHN CARTER: Mito, leggenda, cinema

C’è molto di più di un sano divertimento a fronte dei tanti milioni spesi dietro il celeberrimo blockbuster John Carter. Intanto c’è il cinema di cappa e spada, di mondi lontani e di avventura, ma soprattutto c’è quell’indomito sentimento di epica e leggenda che da sempre rende indimenticabile un film.

Pellicola perfetta per gli uomini di domani e i bambini di ieri, John Carter ha il raro dono di inchiodare alla poltrona il suo pubblico e trasportarlo con se su Marte. La storia del cavalleggero deluso che si ritrova a combattere per la libertà di Barsoom ricorda tanti altri film, che in realtà a lui si sono ispirati, senza però risultare prevedibile o ripetitivo, ma di contro apparendo ai nostri occhi di navigati spettatori della terra, semplicemente coinvolgente e trascinante. La ragione di questo miracolo è da ricercarsi appunto nel mito e nella leggenda, elementi comuni al cinema che ricordiamo come indimenticabile, capaci di sviluppare un tessuto comune di partecipata emozione, humus arcaico e condiviso di indubitabile potenza evocativa, impossibile da rimuovere o dimenticare.

John Carter è un archetipo, un simbolo, un comune denominatore, rappresentazione finalmente concreta di parole scritte e sogni sognati. John Carter si erge maestoso e pugnace tra i topoi cinematografici a cui siamo stati addomesticati, rivendicando la propria primogenitura e la propria insindacabile appartenenza alla leggenda.

Se il cinema riesce ad impadronirsi del mito, a farlo proprio, metabolizzarlo e soprattutto a restituirlo sullo schermo sotto forma di immagini e sogni, può ancora essere grande e indimenticabile. Fucina di incantesimi ed immaginifiche suggestioni, capace di catturare l’anima e di mettere in predicato i sogni delle generazioni che avranno la fortuna di affacciarsi alla sua finestra.

In modo non dissimile da quanto accadde a chi ha potuto leggere sullo schermo di un cinema le parole: “Tanto tempo fa in una galassia lontana lontana…” John Carter ha la capacità di far ancora innamorare il suo pubblico, nonostante che la rutilante distribuzione di questi anni bulimici, tolga respiro ad un cinema che ha bisogno di essere grande nello spazio di una sala cinematografica, troppo spesso e troppo in fretta sostituito dal nuovo che avanza.

Ma questa è un’altra storia.

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LA SCENA CHE VALE IL FILM

Tantissime. Le battaglie, l’amore, il finale… tantissime.

L’ANGOLO DELL’INTRIGANTE NOZIONISMO

Il lanciatissimo protagonista, Taylor Kitsch, ha recentemente interpretato il divertente giocattolo Battleship e lo vedremo prestissimo nel nuovo film di Oliver Stone, Le belve. Il regista, Andrew Stanton, arriva dall’animazione Pixar e più precisamente dai capolavori assoluti Alla ricerca di Nemo e Wall-e. La pellicola è dedicata alla memoria di Steve Jobs, determinante nella nascita della Pixar Animation Studios.

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