IL PESCATORE DI SOGNI: Prospettiva

Sempre la solita storia, è una questione di prospettiva.

Può infatti capitare di recarsi in sala per gustarsi un filmino dolce e romantico, attratti dall’improbabile odissea di uno sceicco che vuole importare salmoni nello Yemen, per poi inspiegabilmente sorprendersi nel non restarne delusi.

Argomentando e volendo palesare un segreto che sembrano condividere in pochi, i film romantici sono tra noi, vivono e pulsano, regalando emozioni e qualche volta lacrime. Direi di più, quello romantico è un vero e proprio blasonatissimo genere, di certo non da disprezzare, ma di contro da valutare secondo  possibilità, aspettative e regole non troppo stringenti. Resta ovviamente inteso che il metro di giudizio deve essere elastico, non si possono giudicare alla stessa stregua Il pescatore di sogni e Cosmopolis, sarebbe non solo una lotta impari, ma anche viziata da canoni estetici per forza di cose imparagonabili.

In questo senso il nostro qui presente Pescatore di sogni è gradevole, moderatamente divertente, ma soprattutto estremamente romantico, insomma ha in primo luogo tutto quello che una storia d’amore deve avere, la prevedibilità. Diffidate di chi demonizza i film prevedibili, hanno una loro flottiglia di appassionati, uno zoccolo duro di persone che non amano essere sorprese dai film d’amore, ma vogliono esserne confortate, coccolate e tranquillizzate, in due parole vogliono il LIETO FINE. A questo proposito sappiate quindi che Il pescatore di sogni regala generosamente un happy end totale, senza incertezze e tentennamenti, una vittoria del sentimento allo zucchero filato, che vi procurerà perfino un paio di carie ai molari.

La cosa bella di tutto ciò è che non c’è nulla di male, anzi, se il lieto fine è consensuale e fortemente voluto, non si può liquidare come telefonato o prevedibile, ma semplicemente come atteso e confortevole, una conferma di un desiderata radicato in ogni spettatore che si approccia consapevole a questo tipo di film. Il merito come quasi sempre va ricercato negli attori, in questo caso particolarmente lievi ed eterei, quasi ultraterreni seppur umanissimi. Se Emily Blunt è deliziosa, Ewan McGregor tratteggia la figura titanica di un uomo semplice dalle passioni fin troppo concrete e dai sogni contaminati d’utopia. Peccato che l’incolore regia di Lasse Halstrom banalizzi ed appiattisca troppo, affossando le ambizioni di una trama che avrebbe potuto ambire a ben altri traguardi. Forse va benissimo così, dopotutto una regia anonima ci da modo di immedesimarci nelle vite dei protagonisti, indossare i loro panni e condividere le loro scelte, senza accorgerci troppo dell’abisso  tra realtà e finzione.

Concludendo Il pescatore di sogni è e vuole essere solo un film romantico, vi prego, giudicatelo come tale.

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LA SCENA CHE VALE IL FILM

Lo scontato finale, degno coronamento di ogni storia d’amore che si rispetti.

L’ANGOLO DELL’INTRIGANTE NOZIONISMO

Lasse Hallstrom è specializzato in film sentimentali, suoi infatti Chocolat, Hachico, Le regole della casa del sidro. Non dimentichiamo però che ha diretto la maggior parte dei video musicali degli ABBA e che è stato candidato all’Oscar per La mia vita a quattro zampe. Emily Blunt l’abbiamo vista ne Il diavolo veste Prada e ne I guardiani del destino. Ewan McGregor non ha bisogno di presentazioni avendo interpretato dozzine di film. I miei preferiti? Ovviamente Trainspotting, il pacchiano Moulin Rouge, il commovente Big Fish e l’inspiegabilmente invisibile Perfect sense.

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1 commento

Archiviato in Commedia, Sentimentale

Una risposta a “IL PESCATORE DI SOGNI: Prospettiva

  1. patrizia

    Io sono una romanticona e il film ovviamente mi è piaciuto, sono d’accordissimo con te, certi film vanno “giudicati” con una taratura diversa, non è un film impegnato, nemmeno con strani sottotesti o da Oscar, ma a volte si può staccare il cervello e immaginare di essere nello yemen a pescare salmoni, con un inglese sulle sue, ma molto affascinante. E poi ci sono un paio di battute divertenti. Tengo precisare che non amo tutti i film romantici, ma solo quelli che mi emozionano,…

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