THE CABIN IN THE WOODS: Ridefinire il genere

Ecco una e vera e propria sorpresa.

Il cinema e’ fatto cosi, quando pensi di aver già visto tutto arriva un nuovo film a farti dubitare di ogni cosa che pensavi di sapere, perfino della tua stessa sanità mentale.

Fortunatamente The Cabin in the woods e’ quel tipo di pellicola, un oggetto di cinema e meta-cinema alieno e potente, capace di scardinare il vecchio e dare finalmente respiro al genere.

Lontano anni luce per poetica ed intelligenza da giochini para- cinematografici tipo Scream, il film scritto da Joss Vhedon e Drew Goddard non e’ un vuoto giocattolo senza vita, buono per titillare gli esigenti palati dei cinefili incalliti, ma si può fruire ed apprezzare a piu’ livelli. Da un lato e’ un divertente film horror che a ben guardare risulta molto meno scontato di altri prodotti simili, dall’altro lato invece e’ una seria e contemporaneamente divertentissima riflessione sul genere e sul cinema in toto.

Apparentemente costruito a partire da stereotipi, per poi ribaltarli uno ad uno man mano che la narrazione si sviluppa, The Cabin… non deluderà nessuno sia i neofiti che i cinefili più preparati. Il belloccio, il bravo ragazzo, il buffone, la vergine e la easy girl… tutti caratteri paradigmatici di un certo tipo di cinema, qui frullati, abusati, ribaltati ed intelligentemente utilizzati, per regalarci uno spettacolo mai banale o sciocco. Gli ultimi venti minuti poi, sono da ricordare e rivedere, così grondanti come sono di storia del cinema e più precisamente di un genere tra i più sperimentali ed amati di sempre, ma che ultimamente soffre di un’endemica ripetitività causata da una carestia di idee senza precedenti.

The Cabin in the Woods si pone come invenzione pura, esercizio di cinema e gioco di matematica intelligenza, un vero e proprio spartiacque tra ciò che c’era prima e ciò che verrà dopo, scatola di cioccolatini assortiti al gusto horror, capace di ridefinire un tipo di pellicole che sembrano ormai immuni ad ogni tipo di rivoluzione.

Quando si è provato di tutto, dall’ Hostel al POV, dallo splatter al gotico, forse non resta che tornare sui banchi di scuola, lavorare sodo, affidarsi alla teoria, all’esercizio e all’intelligenza di una scrittura e di una messa in scena che partono prima di tutto dall’etica di un’idea di cinema forte, destabilizzante e a tratti definitiva.

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LA SCENA CHE VALE IL FILM

Gli ultimi splendidi minuti.

L’ANGOLO DELL’INTRIGANTE NOZIONISMO

Come detto il film è scritto da Joss Vhedon che oltre ad essere il padre di Buffy è colui che ultimamente sta facendo parecchio parlare di se grazie a The Avengers. Non gli è da meno il regista e co-sceneggiatore,  Drew Goddard, già autore dello splendido Cloverfield, pellicola prodotta da J.J. Abrams e diretta da Matt Reeves.

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