HUNGER GAMES: E all’orizzonte tanta prevedibilità

Non si possono certo negare ad Hunger games, nuovo fenomeno letterario/cinematografico di un’industria sempre più orfana del magico Harry Potter, un discreto impatto drammatico unito ad un’abbondante dose di furbetta spavalderia, ma anche con tutta la buona volontà non si può proprio andare oltre una striminzita sufficienza dettata dalla buona fattura del prodotto e non di certo dalla validità delle idee messe in campo.

Destinato ad incantare e in buona misura esaltare gli adolescenti di mezzo mondo Hunger games non riesce a far davvero breccia nel cuore del cinefilo adulto, che avendo visto centinaia di film in carriera e avendo la libreria stracolma di dvd e bluray, tra cui spicca una copia di Battle Royale di cui questo film sembra una fotocopia per minorenni, non ne resta minimamente impressionato, anzi a dire il vero piuttosto annoiato.

La lotta per la vita nella crudele e boschiva arena dei Giochi tributo  della coraggiosa e giovane Katniss figlia del dodicesimo distretto risulta estremamente godibile nella prima parte, in cui la sceneggiatura gioca le sue idee migliori (la motivazione dei giochi, l’allenamento e gli sponsor) per poi appiattirsi nell’eterna seconda parte, appesantita da interminabili fughe e scontri troppo poco memorabili per destare attenzione.

Ricordando fin troppo il già citato Battle Royale e a tratti perfino il muscolare The running man (in italiano L’implacabile con Arnold Schwarzenegger), oltre a una pletora di altri film, Hunger games lavora sull’eterno binomio tirannia e ribellione, a cui fa seguito un’abusata riflessione sui pochi che hanno tanto e i tanti che hanno poco, annaffiando il tutto di sincera e travolgente pulsione giovanile assai finta e furbetta.

Come è noto questo è solo il primo di una serie di film e speriamo che, una volta lasciatoci l’abusato tema dei giochi senza frontiere alle spalle, nei prossimi capitoli si possa vedere qualcosa di decisamente più allettante se non proprio nuovo, ma se il buongiorno si vede dal mattino, ci aspettano un’interminabile serie di luoghi comuni e telefonate banalità.

Hunger games resta comunque uno spettacolo sufficientemente coinvolgente, che piacerà ai più giovani e risulterà innocuo ai maggiorenni, senza sembrare veramente pernicioso a nessuno. Poco importa, le sale sono comunque piene zeppe, le tasche di qualcuno si riempiono e per tutti gli altri, la speranza di vedere all’orizzonte  qualcosa di veramente irrinunciabile, si fa sempre più flebile e disperata.

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LA SCENA CHE VALE IL FILM

La parata dei Tributi e l’accenno di rivolta scatenata dall’umanità di Katniss.

L’ANGOLO DELL’INTRIGANTE NOZIONISMO

Tantissimi volti noti coinvolti, a partire ovviamente dalla protagonista Jennifer Lawrence candidata all’Oscar per Un gelido inverno. Tra gli altri fa sempre piacere riconoscere Stanley Tucci (un titolo su tutti: Big night), Woody Harrelson (mi perdonerete ma sono un fan di quel delirio psichedelico di Natural Born Killers) e Donald Sutherland (scelgo tre film: Terrore dallo spazio profondo, Gente comune e 6 Gradi di separazione).

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6 commenti

Archiviato in Action, Avventura, Drama

6 risposte a “HUNGER GAMES: E all’orizzonte tanta prevedibilità

  1. battle royale in salsa “gringo” per sbarbatelli …lo immaginavo.
    credo proprio lo salterò.

    • Sul blog di Matteo Bordone, autore della trasmissione Dispenser che andava in onda su Radio2, ho letto il seguente geniale commento: Do you know how they call Hunger games in France? Battle Royale with cheese.
      A me ha ricordato anche tanto un vecchio e dimenticato film dal titolo Contenders serie7. Un saluto.

  2. bello contenders, ho il dvd imboscato da qualche parte. era una produzione inglese se non ricordo male.
    non so sei hai letto il romanzo di battle royale… 600 pagine che meritano davvero, meglio del fumetto molto più famoso. mi dispiace solo che il secondo capitolo cinematografico non fosse al pari del primo, anzi, neppure paragonabile. peccato, un’ occasione persa.
    se non l’ avessi visto di consiglio the human centipide, primo e secondo capitolo. il primo girato in stile brian yuzna e il secondo in stile “pseudo dogma 95″. un’ evoluzione registica unica nel suo genere per una “duologia”(si dirà così?boh) dello stesso regista. meritano solo per questo la visione. ciao ciao e tante grazie per i biglietti che mi hai fatto risparmiare in questi mesi di “frequentazione” blogghistica.

    • The Human centipede… ho visto il primo capitolo e non mi ha particolarmente colpito. Devo dire però che ho letto meraviglie del numero 2 (anche sul tuo blog) e quindi sono molto curioso. Ne ho letto una sinossi e mi è sembrato assolutamente geniale, credo che lo vedrò presto.
      Ciao e grazie a te per aver continuato a leggere.

  3. Frank77

    Quello che non riesco a capire e come abbiano fatto in America ad impazzire per questo film,e non parlo tanto d’incassi quanto della critica.

    • Ricordo la pioggia di critiche positive a proposito di Star Wars – L’attacco dei cloni, secondo me un film pessimo. Non so quindi se parlare di cortocircuito culturale, di insindacabili gusti o di critica sponsorizzata… Hunger Games non è un brutto film, ma un pò per colpa dei precedenti a cui si ispira e in secondo luogo a conseguenza dell’inconsistenza dell’accennato sottotesto politico, risulta essere solamente un godibile action adolescenziale, di certo non quel campione di incassi spaccatutto di cui tanto si parla.

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