YOUNG ADULT: Amaro, beffardo, triste

Che medicina amara Young Adult, commedia fin troppo acre che non regala mai una vera risata di cuore, ma che si accontenta di farci digrignare i denti coinvolgendo solo la nostra testa.

Colpa soprattutto della tagliente e un pò troppo compiaciuta sceneggiatura di quella Diablo Cody che ha vinto un Oscar per Juno, sempre in tandem con il regista Jason Reitman, e che forse questa volta ha deciso di mettere molto di se nella protagonista scrittrice, decisa a tornare sui suoi passi e cercare di dare un senso ad una vita che sembra alquanto vuota.

Young Adult è una passeggiata molto meditativa e caustica sul viale dei ricordi, affacciandosi di tanto in tanto a dare una sbirciatina alle vite di coloro che abbiamo conosciuto, amato, detestato e maltrattato. Non c’è divertimento in questo, ma semplice presa di coscienza di un vuoto pneumatico che permea la vita di tutti, oguno a suo modo.

L’insolenza e la smaccata determinazione della protagonista (una perfetta Charlize Theron) sono tasselli indissolubili di una visione del mondo e soprattutto dell’umanità, profondamente amara e disillusa, una società di morti viventi che camminano, in attesa di qualcuno che mostri loro il significato profondo di ciò che stanno facendo.

Politicamente scorrettissima, a tratti quasi insopportabile e mai capace, per scelta, di portare lo spettatore dalla propria parte, la pellicola allontana tutti e stringe a se solo il vuoto, riempiendolo di cose inutili e solitudine. Film più intelligente di quello che sembra, sicuramente molto più triste che allegro, Young Adult non cresce mai, lasciando la propria educazione emotiva interrotta. Incapace di dare soluzione o sollievo, la storia si dipana e si avviluppa su se stessa, descrivendo un affresco di deformata desolazione, incapace di riscatto, ipocrisia o semplice gentilezza.

Una lama affilata puntata alla gola di chi avrà gli occhi per vederla, un’arma sempre carica puntata alla tempia di un’intera generazione in cui è fin troppo semplice riconoscersi.

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LA SEQUENZA CHE VALE IL FILM

Il ricevimento per il battesimo e tutto ciò che ne segue.

L’ANGOLO DELL’INTRIGANTE NOZIONISMO

Charlize Theron nasce come testimonial in un famosissimo spot di una celeberrima marca di aperitivi. tanti i film che l’hanno vista come protagonista, alcuni belli, altri decisamente meno. Personalmente la ricordo con piacere ne Le regole della casa del sidro (drammone con un magnetico Michael Caine), Monster (che le valse un Oscar), Nella valle di Ellah (dimenticato bel film diretto da Paul Haggis) e nel simpatico Hancock (film atipico e meno stupido di quel che potrebbe sembrare sui supereroi).

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