THE WOMAN IN BLACK: Gotico con brividi e grida i bimbo

E’ un peccato.

Sono quasi sicuro che per la maggior parte di voi, la ragione primaria per vedere questo film, è da ricercarsi nel buon Daniel Radcliffe, finalmente affrancatosi dal ruolo, che ancora così giovane, lo ha reso probabilmente immortale, Harry Potter.

E’ un peccato, perchè The woman in black è un film da non sottovalutare.

Pellicola di atmosfera sospesa e malsana, capace di parecchi colpi allo stomaco e di una potente e non banale etica del mostrare, The woman in black, colpisce soprattutto per avere il coraggio di essere  una favola nera come la pece. Horror gotico e racconto della buona notte per bambini temerari, il film interpretato dall’ex mago più famoso del mondo, conquista ad un primo sguardo, proprio grazie alla sua atmosfera vintage e ad una serie di sensazioni familiari, quasi palpabili, che fanno sentire lo spettatore appassionato profondamente a proprio agio.

Quasi orfani di un genere ormai scomparso e di un modo di fare cinema e paura piacevolmente intramontabile, gli appassionati avranno la sensazione di aver ritrovato qualcosa che non sapevano di aver smarrito, un tangibile e marcescente senso di minaccia incombente, caratteristica sempre più rara nell’orrore di oggi, troppo spesso appannaggio di concreti maniaci inclini alla body art più estrema.

Pellicole come The woman in black, propongono un’inquietudine arcana e atavica, insinundosi sottilmente, discretamente ed inevitabilmente sotto pelle, per poi tornare ad affollare i nostri pensieri nelle ore più buie della nostra solitudine. Dimentichi di un vero senso di irrazionale ed incontrollabile terrore, speso soprannaturale frutto di fantasie maturate dall’impossibile, noi spettatori ci troviamo investiti da una marea nera e limacciosa, piena zeppa di braccia, bocche spalancate e orbite vuote.

Figlia orgogliosamente legittima della neo resuscitata Hammer, che tanto orrore ci regalò in passato, The woman in black, pecca di ingenuità e sincerità, restituendoci un sentimento antico e mai davvero dimenticato, la paura del buio.

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LA SCENA CHE VALE IL FILM
Il folgorante inizio, ma anche l’incendio e la notte di tragenda a cui è sottoposto il provato ed incredulo protagonista.

L’ANGOLO DELL’INTRIGANTE NOZIONISMO

Daniel Radcliffe non ha bisogno di presentazioni, lo conosciamo tutti per il suo ruolo del maghetto Harry Potter. Forse però non tutti sanno che il buon Daniel è anche ottimo ballerino e cantante, infatti ha portato in scena un musical a Broadway dal titolo di How to succeed in business without really trying, musiche un pò vecchio stile per i miei gusti (si tratta di una riedizione), ma il ragazzo ci sa decisamente fare. Per chi non la conoscesse la Hammer film è una storica casa di produzione inglese nata a metà degli anni ’50 e rimasta in attività fino agli anni ’80.  Tantissimi i film prodotti tra cui, per citarne tre che mi stanno particolarmente a cuore,  Dracula il vampiro, L’astronave atomica del Dottor Quatermass e il suo seguito I vampiri dello spazio. Negli anni ’80 produsse anche una splendida serie televisiva, Hammer House of Horror, 13 episodi autoconclusivi che hanno fatto la delizia degli appassionati. Volendo ricordare due episodi memorabili, la scelta cade inevitabilmente su La tredicesima riunione e La casa che sanguinò a morte. Dopo il trailer del film troverete la sigla originale di quel memorabile programma televisivo.

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