QUASI AMICI: Delicato, non patetico

Molti di voi già lo sanno, l’handicap al cinema è una trappola.

Sì perchè, portare al cinema l’handicap o la malattia, non è mai una scelta onesta, ma spesso nasconde in se la voglia di farci tirare fuori i fazzoletti e colpirci al basso ventre, in maniera scorretta, facendo sì che siano i nostri dotti lascrimali a parlare al nostro posto, spesso obnubilando le nostre capacità di giudizio.

La cosa davvero spiazzante, piacevole e francamente straordinaria di un film come Quasi amici è il suo rifuggere sistematicamente e scientificamente la lacrima facile, l’emozione da supermercato, quel patetismo da bancarella, che tanto vanno per la maggiore in prodotti ben più pretenziosi, blasonati ed autorevoli di questo. Certo qui si parla di un’amicizia tra un ricco tetraplegico e un giovanotto senegalese uscito dritto dritto dalla periferia di Parigi, eppure, la cosa sorprendente è che al centro del film non c’è mai la malattia, ma appunto l’amicizia.

In questo senso la pellicola ha il grande pregio di divertire e di non spingere mai sul pedale della lacrima, lasciando di contro che l’emozione si faccia largo in maniera spontanea e delicata, quasi in punta di piedi, riempiendo lentamete il nostro cuore, quasi senza che noi ce ne accorgiamo. Sequenze della dura vita di tutti i giorni costellano il film, lasciandolo sempre a metà strada tra la favola e il dramma, la risata di cuore e la riflessione di testa. La cosa interessante è che gli spunti più seri arrivano sempre dalla condizione di miseria e povertà in cui versa il secondo protagonista della nostra storia, riflessioni spicciole e pratiche sulla condizione umana in generale e mai sull’eccezionalità della sfortunata situazione in cui versa un singolo individuo.

Quasi amici, poggiato quasi interamente sulle spalle dei suoi bravi ed affiatati protagonisti, non ha la presunzione di insegnare, ma semplicemente la sincerità di mostrare, che un altro mondo è possibile. Dimenticando la pietà e spazzando via in un sol colpo la condiscendenza, non assistiamo ad una vicenda che ha per protagonsiti un ragazzo e un portatore di handicap, ma ci concentriamo con insperata semplicità sulla storia di due uomini, diversi forse, ma entrambi semplicemente uomini.

E questo di per se è già un miracolo.

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LA SCENA CHE VALE IL FILM

Su tutte il delicato finale.

L’ANGOLO DELL’INTRIGANTE NOZIONISMO

Quasi amici è stato il secondo incasso di tutti i tempi in Francia, subito dietro al fortunatissimo Giù al nord, irresistibile antesignano dell’italiano remake Benvenuti al sud.

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