IN TIME: In corsa contro noi stessi

Come noto esistono due tipi di fantascienza, quello alla Star Trek, con viaggi spaziali e mondi sconosciuti da scoprire e poi c’è il secondo tipo, quello che prende come scusa un plot fantastico per raccontare il nostro possibile domani e in alcuni casi il nostro futuribile oggi.

In time appartiene ovviamente al secondo tipo ed è una fortuna, perchè si tratta della fantascienza che preferisco.

In un futuro non troppo lontano gli esseri umani non invecchiano ne si ammalano più, mentre il tempo è diventato l’unico bene degno di avere un valore. Non vi rivelo altro, vi basti però sapere che come in ogni buona storia di science/fiction in un mondo in cui il tempo è l’unica moneta corrente, i ricchi possono davvero vivere  per sempre, mentre i poveri vedono fin troppo presto assotigliarsi le loro prospettive di vita.

In mezzo c’è tantisima azione, il bravo Justin Timberlake, la sensuale Amanda Seyfried, l’integerrimo poliziotto del tempo Cillian Murphy e un sacco di corse a perdifiato sul filo del rasoio, mentre la regia di Andrew Niccol cerca di raccontare il domani con l’urgenza di una paurosa plausibilità.

Purtroppo però la pellicola è discontinua e se la prima parte è blindata e meravigliosamente coinvolgente, la seconda molto più action, si sfilaccia in fretta, perdendo mordente e trasformando il film in un perenne inseguimento, dove le pause risultano ristoratrici ma troppo rare. Dimenticando per strada la parabola politica e polemica costruita dalla prima parte, il film si butta a capofitto nell’azione, restituendoci un’interminabile serie di corse contro il tempo, che troppo poco hanno da spartire con lo spirito sovversivo insito nel concetto di base.

Prova riuscita a metà quindi per il sempre bravo Niccol, responsabile dei folgoranti Gattaca e S1mone, dello splendido Lord of war e della sceneggiatura di The Truman Show, autore poco prolifico, ma portatore sano di una visione e di una poetica molto pecise.

Una sequenza comunque vale l’intero film, facendo pendere l’ago della bilancia dalla parte di un giudizio positivo, si tratta di una corsa a perdifiato contro il tempo, di una madre che cerca disperatamente di raggiungere in tempo il figlio. Una scena forse commovente nella sua semplicità, eppure per un lunghissimo istante il vero cinema vibra e fa sentire la propria voce, mentre ci accorgiamo che anche noi tutti siamo sempre in corsa contro noi stessi, per tentare di raggiugere l’alba di domani.

.

LA SCENA CHE VALE IL FILM

Ripostare questo commento mi serve per aggiungere queste redivive rubriche che all’epoca della prima stesura non ernao ancora state ripristinate. Veniamo a noi. Una madre sale sull’autobus, la corsa costa 2 ore di vita a lei resta un’ora e mezza, a piedi ci metterà almeno due ore a raggiungere casa sua… meglio cominciare a correre.

L’ANGOLO DELL’INTRIGANTE NOZIONISMO

Timberlake mi sta proprio simpatico, guardate Amici di letto per credere. Amanda Seyfried è un’attrice splendida con un viso che incanta e un corpo che ammalia, la ricordiamo in Mamma Mia! ma anche in Chloe di Atom Egoian, regista degli indimenticabili Il viaggio di Felicia e Il dolce domani. Andrew Niccol, il regista, è autore di pochi buonissimi film (già citati sopra) e della folgorante sceneggiatura di The Thruman Show, splendido film del GRANDISSIMO Peter Weir, di cui ricordiamo Gli anni spezzati (Cos’hai nelle gambe ragazzo? Molle, molle d’acciaio…) e Fearless, con un intenso e commovente Jeff Bridges.

.

About these ads

Lascia un commento

Archiviato in Action, Drama, Fatascienza

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...