THE IRON LADY: Storia e cinema, fallace patto di stabilità

Meryl Streep è straordinaria.

Come al solito.

Titoli di coda.

Fine.

Che strano film questo The iron lady, pellicola sulla vita di Margaret Thatcher, senza indagarne davvero la storia e deciso a concentrarsi  invece sul grigio presente dell’ex primo ministro.

Sì perchè attraverso le quasi due ore della sua per nulla noiosa durata The iron lady, ci presenta una donna anziana, piegata dagli anni e dalla malattia, perennemente preda del passato e in balia del ricordo del defunto marito.

Questo singolare ritratto quindi ci presenta gli eventi passati come sporadici, frammentari, spesso monodimensionali. Quello rappresentato qui non è un vero biopic, una biografia cinematografica fatta di luci ed ombre, dettagliata e determinata ad indagare la controversa figura della Thatcher a partire dalla sua formazione, fino alla sua ascesa e successiva caduta, ma quello che interessa alla regista è il ritratto di una donna del presente che si abbandona al passato e ai suoi fiammeggianti e vividi flash back.

L’elezione, la recessione, le proteste, gli attentati e la guerra delle Falkland, sono solo brevi lampi di luce in una memoria ormai logora e deteriorata, che confonde tutto e tutti, mettendo lentamente a fuoco solo alcune cose. Ogni cosa si mescola e si frammenta quindi, rischiando di raccontare tutto e niente allo stesso tempo, appiattendo l’intera vita di una donna straordinaria, ad una serie di brevi anedotti indagati con spericolata velocità e fin troppa turistica fretta.

Dal punto di vista cinematografico e storico questo patto di stabilità risulta estremamente comodo, incapace com’è di scontentare alcuno. Nella superficiale rappresentazione delle questioni affrontate, non si approfondisce mai, annacquando ogni sfumatura nell’ambiguità di una terra di nessuno abitata esclusivamente dal ricordo. Il passato rappresentato da The iron lady è perennemente confuso da un presente consumato dal compiacimento e dal rimpianto, incapace di fatto a presentarsi a noi con la schietta e sincera voce della verità e dei fatti.

Meryl Streep è straordinaria.

Come al solito.

Titoli di coda.

Fine.

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6 commenti

Archiviato sotto Drama

6 risposte a THE IRON LADY: Storia e cinema, fallace patto di stabilità

  1. concordo
    gli sceneggiatori sono stati furbissimi!!!!
    incentrando il film sulla figura dell’80enne che-non-si-rassegna-alla-morte-del-marito EVITANO DI APPROFONDIRE LE QUESTIONI POLITICHE, tipo ERA UNA SOLUZIONE L’EUROSCETTICISMO della signoradiferro?
    e IL LIBERISMO SFRENATO dei conservatori ha portato ricchezza a tutti o soltanto ai furboni?
    comunque UN GRANDE FILM
    e l’oscar quasi sicuro a Meryl

    • Francamente è piaciuto anche a me. Se avessi voluto la Storia, di certo non l’avrei cercata in una sala cinematografica. Furbo sì, tanto, ma notevole. Meryl da Oscar.

  2. Alberto

    Avrei qualcosa da ridire sul “per nulla noiosa”. A parte Meryl e la puntuale rassegna di avvenimenti storici di questo film salvo molto poco.

    • Grazie infinite per il premio ideale che hai voluto consegnarmi. Le abbondanti nevicate e un’altra sgradevole faccenda mi hanno boccato, ma la vita continua e quindi eccomi qui a dirti grazie anche se in ritardo. Di solito non amo le catene, ricordo ancora quando arrivavano via posta quasi un milione di anni fa, però questa mi ha colpito e lusingato.
      Ancora e sempre mi chiedo se merito certe belle attenzioni, grazie di cuore. Davvero.
      Matteo

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