C’è una ragione per cui ho atteso così tanto per postare questa recensione, forse ero in attesa di un ripensamento che non è mai arrivato, o più semplicemente speravo che nel mio cuore si accendesse una lampadina, capace di illuminare le intenzioni di questo film. Tempus fugit e alla fine dei conti nessuna illuminazione sulla via di Damasco si è fatta largo nei miei foschi pensieri, portandomi così a credere che forse questo Moneyball non sia poi questa gran cosa di cui tanto si favoleggia.
Al di là della parabola sulle scelte, la crescita e le occasioni mancate, francamente già vista dozzina di volte, quello che rimane è un film sullo sport americano per eccellenza, il baseball. Non che ci sia nulla di male in questo, anzi altrove questo gioco da me praticato in gioventù, ha saputo regalarci e regalarmi fior di emozioni, penso per esempio a Il migliore, a Ragazze vincenti e anche a L’uomo dei sogni, pellicole che da sole hanno alimentato una mitologia sportiva, fatta di umanità e pathos.
La verità è che Moneyball, scusate ma mi rifiuto di usare il terrificante titolo italiano, è un film freddo e glaciale come le statistiche di cui racconta. Qualche volta si sorride e sporadicamente ci si interroga su come andranno gli eventi, ma l’emozione non si impossessa mai dei nostri cuori, lasciandoci inerti e indifferenti a ciò che vediamo sullo schermo. In questo senso, la parte finale del film, sulla carta la più trascinante, è vissuta e rappresentata con trattenuta partecipazione, come a voler dimostrare la totale assenza di emozione in un gioco che di umano non ha quasi più nulla.
Il cinema però è altro, è partecipazione, empatia, cameratismo ed entusiasmo, poco ci azzecca con l’ascetica rappresentazione di una realtà asettica. Il cinema è capace di prenderci per mano e trascinarci fuori di casa a tarda sera, di farci perdere la testa e di cambiarci la vita, è l’esatto opposto della ragione, è puro sentimento. Moneyball è un film impeccabile, così come lo sono il suo protagonista e una schiera di straordinari non protagonisti, ma purtroppo non abbandona mai le fredde mura della nostra mente, per attecchire nel calore del nostro cuore e quindi della nostra memoria.
Personalmente, l’Oscar è lontano anni luce.
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quanto hai ragione!
chissà cosa c’avrà visto l’academy. ah, già: l’anno scorso hanno premiato il discorso del re… °_°
L’Academy non è nuova a sviste e giudizi affrettati, Moneyball resta un film piuttosto vuoto e Brad Pitt non è nulla più che corretto. Il suo Tayler Darden è lontano miliardi di anni luce.
Premesso che devo vederlo, che recensione! Complimenti. Soprattutto la parte finale mi è piaciuta moltissimo e la condivido pienamente. Molte volte si trovano film impeccabili ma senza calora, sentimento.
Grazie per i complimenti. Per me il cinema è prima di tutto emozione e questo mi porta a non amare film come Moneyball e altre volte a perdere la testa per operine minuscole e apparentemente più dimenticabili. Regalami una risata, una lacrima o un brivido e il mio cuore di cinefilo sarà tuo per sempre.
Ciao Houssy,
appena finito di studiare Storia del Teatro, avevo in mente di vedere un altro film nominato all’Oscar, ero indeciso tra War Horse e Moneyball (L’arte di vincere per noi poveri italiani). Ho scelto quest’ultimo…
Mah… ‘sti film che mi lasciano stranito, quasi confuso mi danno un pò fastidio, perchè cerco sempre di classificare nella mia testa ciò che vedo, e quando non ci riesco mi sento un pò strano..
Boiata, Capolavoro, Mediocre, Discreto, Godibile, Inguardabile, non so come si può classificare questo lavoro cinematografico. Le 2 ore sono andate via molto velocemente, forse troppo velocemente. Nel senso che in quelle due ore aspetti qualcosa… rimani in attesa della scintilla, del colpo di fulmine, che in alcuni casi può arrivare all’inizio (come in The Help) o può arrivare alla fine ( non posso dire il film per rispetto nei tuoi confronti visto che a quanto pare ancora non l’hai visto)…. ma niente, e rimani un pò deluso e infastidito.
Anche perchè, ripeto, non so come classificarlo…
Allora abbiamo un General Manager (Brad Pitt) che vuole vincere, abbiamo un laureato in Economia (Jonah Hill) che vuole aiutare il GM a vincere tramite regole di statistica , e abbiamo una squadra di Baseball figlia di queste regole… e riescono a compiere la più lunga striscia vincente della storia del Baseball, ma record non significa sempre vittoria… morale della favola di Jonah…canzoncina della figlia… EEEE Stop! … tutti a casa…
Il film è come questo riassunto, senza emozioni, freddo come il sangue di un crotalo…
Mi aspettavo una maggiore introspezione sui giocatori, sulla squadra, sui momenti bui o sui momenti di gioia, ma anche su queste tattiche innovative. Invece la storia è stata basata solo sul modus operandi di quei due, le sequenze più lunghe sono state: le riunioni di mercato ‘chi compriamo, chi vendiamo’; i vari licenziamenti; e le scene con la figlia… Il resto, ossia la messa in pratica delle statistiche vincenti su cui si basavano, il filotto di sconfitte, e in seguito quello delle vittorie hanno avuto troppo poco spazio …sono state più un riassunto; mentre per quanto riguarda i giocatori e il loro punto di vista gli hanno concesso solo 1 minutino a 2-3 personaggi…
Diranno alcuni:” La storia è raccontata dal punto di vista di Brad Pitt”.
Si, giustissimo.. però è proprio questo che mi da fastidio, che non riesco a viverla dal suo punto di vista, neanche in questo caso c’è stata abbastanza introspezione. E’ stata solamente una storia che parla di statistica, licenziamenti e record E NIENT’ALTRO!
This Must Be The Place, che molti criticano, non avrà tutto sta gran storia o sceneggiatura ma l’analisi interiore che fa Sorrentino sul protagonista è così profonda ed intensa, che riesce a farti emozionare e a vivere con più pathos la sua avventura.
Qui invece non è stato fatto nessun lavoro del genere, e infatti…
Insomma Moneyball è un film, alla fin fine, ben fatto, ma totalmente privo di emozioni. Inutile mettere le frasi ad effetto, o le metafore con tanto di video illustrativo, non si fa così!
Detto questo, Brad Pitt e Jonah Hill hanno fatto il loro lavoro in modo più che discreto, non vinceranno l’Oscar…. ma non per colpa loro.
Spero di aver spiegato bene le impressioni, ogni tanto posso dare l’impressione di essere un pò confusonario o ridondante quindi scusami in anticipo
Con ciò ho finito, ci vediamo alla prossima.
Un abbraccio,
Andrea
P.S. da notare il trailer che hai postato, sembra proprio una storia emozionante, frenetica e calda….
Tutto vero, anzi sacrosanto, Moneyball è un film corretto e raggelante, emozionante quanto una lista della spesa, l’esatto opposto di un film come The Help.
A questo punto però sono curioso, svelami quale film ha un twist finale degno di nota…
A presto.
Vediti the Descendants ovvero Paradiso Amaro, che in verità è bello, molto bello, ma la vera scintilla, io, l’ho avuta nel finale…
Andrea.
Era in programma… ora ancora di più.
Wow! Hai colpito il bersaglio, mirabilmente! è lo stesso che penso anche io.
Comunque complimenti per il blog!
Bè, che dire quando un nuovo amico si affaccia sulla finestra del tuo mondo, in più portando con se dei graditissimi complimenti?
Grazie di cuore e complimenti a te per il tuo lavoro, bellissimo il tuo blog. Ti ho già inserito tra i siti amici, spero che tu non abbia nulla in contrario.
Un saluto e a presto.