IL FIGLIO DI BABBO NATALE: Natale… what else

Sarei quasi tentato di non recensire subito questo piccolo, dolcissimo film, per metterlo in cassaforte e tirarlo fuori il prossimo anno, in occasione di un futuribile terzo calendario cinematografico dell’avvento, ma si sa, l’appassionato di cinema è animale strano e volubile, incapace di attese e calcoli, più portato alla condivisione immediata e sfacciatamente determinato a convincere l’universo intero della validità di una pellicola che lui stesso ha trovato formidabile.

Giovedì pomeriggio, in una sonnecchiosa sala di periferia, con il Natale ormai alle spalle, io, mia moglie e mia figlia ci facciamo incantare da Il figlio di Babbo Natale, pellicola d’animazione per bambini in attesa di essere stupefatti e adulti desiderosi di tornare ancora una volta piccini.

Probabilmente basterebbe la prima straordinaria sequenza in odore di Mission:Impossible, a conquistare per sempre nel nome del film, un posticino nel nostro cuore, ma fortunatamente per noi, c’è ancora tanto, tantissimo da vedere e il film è cominciato da appena dieci minuti. Attraverso le avventure della famiglia Natale, di un manipolo di coraggiose renne e di un determinatissimo elfo impacchettatore, la magia della festa si compie sotto i nostri occhi, intatta e ancora una volta più magica che mai, nonostante la sua pedissequa riproposizione in decine di pellicole dedicate all’evento natalizio.

Il copione è probabilmente sempre lo stesso, infarcito di volta in volta di anticonformismo, zuccherina bontà e sciocca dabbenaggine, eppure l’odissea natalizia della magica slitta che deve essere trainata attraverso la notte da un capo all’altro del mondo, non smette mai di stupire e regalare emozioni, uno stupore che si rinnova anche in questo sincero ed emozionante film.

L’odissea di Arthur fratello minore e sognatore, vero erede di uno spirito natalizio vecchio di centinaia d’anni, regala a chi sa scorgerle, gemme di splendido, innocente cinema. Il regalo dimenticato verrà recapitato in tempo? Chi sarà il nuovo Babbo Natale? Riuscirà l’elfo impacchettatore a completare il suo lavoro con soli tre pezzi di nastro adesivo? Queste ed altre domande troveranno risposta sullo schermo e nei nostri cuori, colmi di meraviglia e commozione, nella migliore tradizione natalizia di sempre, a perpetrare ancora una volta una promessa di umana speranza e necessaria fiducia.

Una promessa grande come la lettera di una bambina ad un uomo vestito di rosso, con barba bianca e una discreta pinguedine.

Un sogno ad occhi aperti chiamato Babbo Natale.

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