CARS 2: Il divertente primo mezzo passo falso della Pixar

REGOLA DEL CINEMA NUMERO 67: Fare un sequel all’altezza del primo capitolo è difficilissimo.

La Pixar aveva dato prova di aver metabolizzato questa regola aurea, sfornando due seguiti meravigliosi per Toy Story, il terzo capitolo poi, uscito l’anno scorso era addirittura migliore degli altri due, eppure qualcosa non funziona a dovere in Cars 2, visto che la pellicola si guarda e si dimentica, senza lasciare apparente traccia nella corteccia cerebrale dello spettatore.

Divertente e rutilante, velocissimo e non privo di trovate geniali, Cars 2, inizia benissimo, regalandoci una sequenza alla James Bond che da sola vale il biglietto, ma quando dopo appena dieci minuti, cede il timone nella “mani” di Cricchetto, il pathos si sgonfia e tutto assume una disincantata atmosfera pasticciona, che a lungo andare stanca un pochino.

Se il Saetta McQueen protagonista del primo capitolo era un carattere in evoluzione, che doveva compiere le proprie le scelte e quindi crescere, il divertente, ma monocorde Carl Attrezzi, resta sempre fedele a se stesso, incapace di compiere evoluzioni e prese di coscienza, ma reiterando fieramente una volta per tutte la propria dabbenaggine ed ingenuità. Qui, non è il carattere del protagonista ad evolvere, ma è il mondo che lo circonda, a prendere coscienza della sua straordinarietà, annullando di fatto qualsiasi possibilità di evoluzione e quindi di immedesimazione.

Cars 2 ha pochi personaggi memorabili e dimentica per strada quelli che aveva già costruito nel numero uno, lasciando di fatto il film tutto sulle spalle di Cricchetto. Saetta McQueen è poco più di una comparsa ed altrettanto si dica degli altri abitanti di Radiator Springs, mentre alcuni nuovi personaggi, come l’insopportabile Francesco Bernoulli, non restano nel cuore dello spettatore nemmeno per un minuto. L’assenza di crescita e di pathos che ammorbano il film, danno la sensazione di un carosello di belle trovate un pochino fini a loro stesse, tenute insieme da un’improbabile trama da spy story, troppo complessa per farsi ricordare e comprendere dai bambini.

Resta ben inteso che Cars 2 è di gran lunga superiore a dozzine di altri film d’animazione e probabilmente, con il suo schematismo e la sua divertita ilarità, l’opera è dedicata espressamente ad un pubblico infantile, ma la profonda consapevolezza e l’indomabile emozione a cui la Pixar ci aveva abituato fino ad ora, qui sono assenti e forse proprio per questo, il film appare come un primo mezzo passo falso da parte di Lasseter e soci.

Per capire meglio ciò che sto dicendo, vi basterà dare un’occhiata al corto che precede il film, un cartone interpretato dai protagonisti di Toy Story, che vede Ken e Barbie in “vacanza” alle Hawaii, cinque minuti di esilarante divertimento, pieni zeppi di trovate geniali e tantissimo cuore. Ecco, Cars 2 ha dimenticato quel cuore, regalandoci una pellicola splendida e luccicante da guardare, ma fredda come il metallo cromato di cui sono fatti i suoi protagonisti.

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VOTO DI TESTA (PASSATE ALCUNE ORE): – 7 -

VOTO DI CUORE (PERSONALISSIMO): – 6,5 -

VOTO DI PANCIA (APPENA FINITI I TITOLI DI CODA): – 7 -

CHE INVESTIMENTO MERITA DA PARTE VOSTRA:

Merita un salto in sala, soprattutto per i vostri bambini.

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