L’ULTIMO DEI TEMPLARI: Tutta colpa di Dan Brown

Capiamoci, L’ultimo dei templari è davvero un brutto film, di cui si salvano soltanto i primi 5 minuti, quindi forse non ci sarebbe nemmeno bisogno di dilungarsi in dissertazioni accademiche, ma si sa, l’estate non si decide ad arrivare e quindi fa piacere fare un paio di considerazioni in allegra leggerezza.

Credo che la colpa principale se un brutto film dal titolo Season of the witch (Stagione della strega) viene tradotto in Italia con L’ultimo dei templeri, sia da ricondurre al famigerato Dan Brown e al suo dannato Codice Da Vinci. No, per carità, non ce l’ho con il super bestseller di Brown, anch’io l’ho letto con piacere, ma trovo inammissibile che la cieca e sorda distribuzione italiana, se ne serva in modo stolido, per lanciare un film che parla di tutt’altro. Forse la colpa è anche di noi esseri umani, che in questi incerti tempi di crisi, tendiamo a rifugiarci in ciò che conosciamo bene, ma l’ignoranza non ammette alibi e a ben gurdare trovo che ci sia anche un pò di truffaldina malizia nell’operazione di marketing che ha deciso il titolo di questo film. Sì perchè bisogna propro avere tanto pelo sullo stomaco per decidere di titillare l’opinione pubblica con un titolo che rievoca il famoso Codice, pur non avendo nulla a che fare con Dan Brown, i cavalieri in questione, il Santo Graal e la storia in generale…

Ai posteri l’ardua sentenza.

Dunque, per venire al film. Qui si narra di uno zazzeruto e non templare Nicholas Cage che stanco delle crociate, decide con il compagno Ron Pearlman di disertare, andandosi poi ad impelagare in una strampalata missione scorta-strega, che ha del ridicolo. Il film è tutto qui, la strega seduce, fa gli occhi dolci, inganna, gli uomini ci cascano, muoiono, lottano e litigano, mentre i ponti di corda crollano, la peste impazza allegramente e i demoni sono in agguato più incazzati che mai.

Il problema di Season of teh witch è che non sceglie mai da che parte stare, un pò sembra un horror, a tratti ricorda il film storico e spesso annacqua il tutto con generose secchiate di testosteronica azione. Divisa com’è tra le sue tante ed improbabilmente mal miscelate anime, la pellicola, non trova mai un’identità e uno spessore, costantemente sospesa tra occasioni perdute e promesse non mantenute. A poco servono la massiccia fisicità di Ron Perlman (ex Hellboy) e la bionda e sbarazzina zazzera di Nicholas Cage, impegnato una volta di più a pagare i suoi debiti, per salvare un film tanto sgangherato e diseguale, purtroppo usciti dalla sala, l’unico sentimento dominante è il dileggio.

E i già citati primi 5 minuti? Un prete impicca ed affoga tre streghe o presunte tali, poi nottetempo ne recupera i corpi per completare il rituale di purificazione. Peccato che una delle tre tapine ha effettivamente dentro di se la scintilla del maligno e per il prete saranno dolori. Tutto qui, niente di più, un barlume di cinema cattivello e cinico in una montagna di nulla, purtroppo non è sufficiente a farci dimenticare lo tzunami di idiozie che seguiranno da lì a breve.

Requiescat in pace.

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VOTO
Se avete da 00 a 13 anni: Carino, 6
Se avete da 13 a 20 anni: Passabile, 6-
Se avete da 20 a 30 anni: Dimenticabile, 5
Se avete da 30 a 40 anni: Sbagliato, 4
Se avete da 40 anni in su: No, 3

QUANTO SIETE DISPOSTI A SPENDERE

Un filmaccio coì si merita solo di essere vittima di un download sfrenato.

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2 commenti

Archiviato in Action, Fantasy, Horror

2 risposte a “L’ULTIMO DEI TEMPLARI: Tutta colpa di Dan Brown

  1. non so perché facciano fare tanti film a un CANE come N. Cage
    forse sono le pressioni del Sindacato Attori Cani (SAC, in America si chiama DS, Dogs Syndacate)
    no, davvero: Cage NON LO SOPPORTO dai tempi di VIA DA LAS VEGAS (e gli hanno dato anche l’oscar, mortacci loro!!!), per via che non sapeva apprezzare un bocciolo di rosa come Elisabeth Shue

    • Salvo ben due film del caro nipote di Coppola, Adaptation (in italiano Il ladro di orchidee) scritto da Charlie Kaufman e diretto da Spike Jonze e The weather men diretto da quel furetto pieno di sorprese che è Gore Verbinsky. Due film a loro modo notevoli, in cui Cage fornisce un’ottima interpretazione, soprattutto nel secondo in cui interpreta la negazione del sogno americano.
      P.S. Anch’io ho sempre trovato sopravvalutato Via da Las Vegas e la gigiona ed eccessiva performance del suo protagonista.

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