SANCTUM: Disaster movie con acqua e rocce

Alla fine del post, oltre al solito trailer, trovate un brano tratto dalla colonna sonora. L’idea è quella di mettere in play il brano e poi leggere la recensione. Un modo per entrare dentro al film,  respirandone l’atmosfera… o forse solo un gioco.

A ben guardare c’è del buono in Sanctum, pellicola che alla sua uscita in Italia, grazie ad un’attenta strategia di marketing, sembrava diretta dal James Cameron di Avatar ed invece da quest’ultimo è solo in minima parte prodotta.

A patto che si stia cercando divertimento e un briciolo di suspance, Sanctum è il disaster movie perfetto per passare una serata all’insegna del didimpegno. Incentrata ancora una volta sull’abusato tema: la natura e l’uomo, istruzioni per l’uso, Sanctum narra di un’avventurosa esplorazione in grotta, nel cuore della selvaggia Papua Nuova Guinea. Ovviamente qualcosa andrà storto e i cadaveri cominceranno a fioccare, come in uno slasher degli anni ’80.

Costruito come un classico disaster movie, ne più ne meno di Poseidon per intenderci, il film prodotto da Cameron ed in realtà diretto dall’australiano Alister Grierson, che tra i suoi trascorsi vanta il misconosciuto Kokoda, non annoia e pone lo spettatore nella felice condizione di indovinare chi sarà il prossimo a rimetterci le penne. Destreggiandosi felicemente tra scenari mozzafiato, 3d e qualche inaspettata dipartita, Sanctum è una degna via di mezzo tra il già citato Poseidon, ma senza transatlantico e The Descent, ma senza ominidi carnivori.

Cinema di intrattenimento sia ben chairo, senza pretese di autorialità e senza intenzioni alte, ma con una forte dedizione a divertire il pubblico, cosa che di questi tempi, è già un valore aggiunto. Il resto è una pellicola che prova ad abbozzare un minimo di analisi sul conflitto genitori e figli (spunto risolto però troppo in fretta) e che a suo modo  propone un universo di cameratismo, esplorazione e sottile egoismo, uno strisciante sottotesto, che non dispiacerà ai più attenti. Sanctum è tutto qui, giocato in una manciata di sequenze zeppe di suspance e sotteso tra fragilissimi rapporti umani, al limite dell’abbozzato e non è detto che sia un male, se si accetta di stare al gioco, spalancare gli occhi e lasciarsi andare.

Tornando a dove siamo partiti, dispiace poi che per lanciare un film, si ricorra a questi stratagemmi, a queste mezze verità, che non fanno altro che confondere il pubblico poco attento, gridando loro in faccia nomi altisonanti, che poco in realtà hanno a che vedere con la pellicola in questione. Quentin Tarantino presenta… Da James Cameron creatore di Avatar… Dai produttori di Shrek… insomma, il mondo della produzione cinematografica è pieno zeppo di questi esempi, ai limiti della truffa, sicuramente colpevoli di illusione. La tendenza non è più quella di promuovere un film per i suoi meriti effettivi, ma di abbagliare  il pubblico con nomi, cognomi e soprannomi, una china pericolosa, che tende a considerarci come pecore ignoranti, incapaci discernere, capire ed infine scegliere.

VOTO
Se avete da 00 a 13 anni: Carino, 6,5
Se avete da 13 a 20 anni: Molto Carino, 7
Se avete da 20 a 30 anni: Carino, 6,5
Se avete da 30 a 40 anni: Onesto, 6
Se avete da 40 anni in su: Non male, 6

Brano tratto dalla colonna sonora del film Sanctum.

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