HOLY WATER: Gradevole ma piatto paesaggio irlandese con… viagra

La cosa che resta davvero impressa nella mente di questo filmetto, che non disturba, ma nemmeno conquista, è constatare quanto sia invecchiata Linda Hamilton, ex Sarah Conor, qui relegata a ruolo di guest star un pò troppo ingessata, nel ruolo di un’inossidabile responsabile della sicurezza.

Può sembrare incredibile ma, un nutrito gruppo di persone amano, stimano ed aspettano con ansia, queste piccole commediole di stampo britannico, qui siamo in Irlanda, ma lo spirito e la musica cambiano poco. Tra Calendar Girls, Erbe di Grace e un certo Ned che aveva difficoltà a svegliarsi, la lista delle pellicole di questo tipo, è davvero lunga. Il copione è sempre quello, ambientazione bucolica, meglio se circoscritta ad un minuscolo villaggio abitato da pochissime anime, una situazione difficile da gestire, una trovata narrativa quasi sempre accattivate e divertente e per concludere un finale tutto tarallucci e vino.

Holy Water non fa eccezione ed eccolo scendere in campo con i suoi simpatici protagonisti e la loro folle idea di rubare un carico di viagra. Il piano ovviamente ha qualche complicazione e come si può evincere facilmente, le magiche pilloline blu, finiscono nell’acqua del villaggio. Divertente per carità, ma il film è tutto qui e a parte alcune sapide battute e un paio di sequenze azzeccate (su tutte la rapina), tutto l’interesse si spegne nella prevedibile convenzionalità che tutti noi ben conosciamo e temiamo.

Nulla di male, a patto che si stia cercando proprio questo, ma resta un mistero capire perchè film come Holy water e i suoi cugini, risultino benedetti da un consenso popolare quasi dilagante e prodotti analogamente sempliciotti di matrice americana (Il buon giorno del mattino, per citare un esempio recente), vengano bollati come scemenze, punto e basta. Forse è l’orgoglio europeo a parlare, ma credo che sotto sotto, ci sia nascosta un briciolo di arroganza, tipica di una certa fetta di publico colto.

Probabilmente risulta più chic sbocconcellare commedie anglosassoni, piuttosto che abboffarsi di filmetti americani buoni solo per passare un’ora e mezza a cervello spento, ma credo che per l’onniscente Dio del Cinema, la differenza sia inesistente e quello che conta è il valore estetico insito in ogni pellicola in se e non il suo paese di provenienza.

Ancora una volta comunque, il buon cinema è altrove, sempre più lontano e sempre più solo.

 

VOTO
Se avete da 00 a 13 anni: Carino, 6
Se avete da 13 a 20 anni: Non male, 6,5
Se avete da 20 a 30 anni: Divertente, 6
Se avete da 30 a 40 anni: Insomma, 6
Se avete da 40 anni in su: Già visto, 6

 

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