CARISSIMA ME: Crescere, cambiare e ricordare… senza poesia

Alla fine del post, oltre al solito trailer, trovate un brano tratto dalla colonna sonora. L’idea è quella di mettere in play il brano e poi leggere la recensione. Un modo per entrare dentro al film,  respirandone l’atmosfera… o forse solo un gioco.

L’idea di partenza non è male, anche se un pò improbabile, una donna in carriera si vede recapitare nel giorno del suo compleanno, delle lettere scritte da se stessa quando era bambina, le stesse le serviranno per fare il punto sulla propria vita, sui traguardi raggiunti e sulla felicità da lei conquistata.

Sophie Marceau prende il film sulle spalle e lo trascina, tra retorica e didascaliasmo, verso una conclusione assai “americana”, in cui lo zucchero diventa filato e a tratti perfino caramellato. Niente di male in tutto questo, ma se certe felici ingenuità sono davvero gradevoli (il buco per mandare il cibo in Africa), altre telefonatissime svolte narrative, risultano davvero troppo improbabili e buoniste. Lo stesso cambio radicale che subisce la vita della protagonista, è troppo repentino per risultare credibile, così come un pizzico di cinismo in più, avrebbe regalato al film un briciolo di nerbo.

Qualche riga più su, non ho usato il termine “americano” a caso, infatti Carissima me, ha tutti i difetti di certo cinema di oltre oceano, zuccheroso e pacchiano, spavaldamente sentimentale e volutamente commovente, un inno alla lacrima calcolata e all’emozione studiata a tavolino. C’è ben poco del cinema francese in questa pellicola, se non qualche stereotipo, preso di peso dall’immaginario collettivo (il paesino, il buon vecchino che pesca, l’Amore con la A maiuscola…) e buttato in faccia allo spettatore con sciatta noncuranza.

Tutto questo ci porta al problema centrale del film, l’assenza di poesia. La crescita, il cambiamento, il ricordo ed il conseguente cambio di rotta nella vita della protagonista, vengono affrontati con calcolato e freddo accumulo di informazioni, senza lasciare vero spazio ad un’emozione sincera o ad una furtiva ed inaspettata lacrima. Carissima me, pur affrontando un argomento tra i più lirici ed adatti alla digressione, al sogno e allo smarrirsi, resta un film riuscito solo in minima parte, così poco incline ai voli pindarici, al rimpianto e alla riflessione di se, relegati ad un paio di frasi ad effetto, una corsa al contrario sulla scala mobile e ad un rapido sguardo nella direzione dell’utopia.

Le luci si accendono, la sala si svuota e di tutto quello che si è visto restano solo una manciata di farfalle colorate, pronte a volare via per sempre, appena si apre il pugno che le tiene prigioniere.

VOTO
Se avete da 00 a 13 anni: Carino, 6
Se avete da 13 a 20 anni: Non male, 6,5
Se avete da 20 a 30 anni: Insomma, 5,5
Se avete da 30 a 40 anni: Mediocre, 5
Se avete da 40 anni in su: Già visto, 5

Bel brano tratto dalla colonna sonora di Carissima me.

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