PARTO COL FOLLE: L’omaggio-plagio che non convince

E’ impossibile assistere a Parto col folle, senza che, in modo prepotente, la memoria cinefila di cui tutti disponiamo, vada a sostituire ai volti di Robert Downey Jr. e Zach Galifianakis, quelli d uno straordinario Steve Martin e di un commovente e compianto John Candy, protagonisti del piccolo cult Un biglietto in due.

Parto col folle, sembra proprio omaggiare, quasi plagiare visto che nessuno di quelli coinvolti nel progetto lo ha mai citato, il film diretto da John Hughes nel lontano 1987, dato che ne condivide in modo impressionante trama ed espedieti narrativi. Assodato comunque che inventare qualcosa di veramente nuovo nell’ambito della settima arte, sembra ormai quasi impossibile, cerchiamo comunque di valutarne luci ed ombre.

Impegnata in un gioco all’accumulo che alla lunga tende a sfiancare lo spettatore, la pellicola commette l’errore madornale di appianare troppo in fretta i caratteri dei due protagonisti. Giocato sul contrasto, il film si sgonfia, lasciando spazio alla complicità e all’amicizia, in particolare il personaggio interpretato da Downey Jr. troppo presto inverte la rotta e si lancia in una perniciosa autocritica, capace di addolcire ogni sua reazione e rendere vano qualsiasi motivo di contrasto.

Una volta portati dalla stessa parte i due protagonisti, restano solo una serie infinita di paradossali disavventure e di incredibili incidenti, che ad onor del vero non fanno ridere, ma incrinano semplicemente la verosimiglianza della storia. Un maggior scavo psicologico da parte di una sceneggiatura avara di buone intuizioni, avrebbe sortito un effetto decisamente più felice.

Un biglietto in due, per tornare al punto in cui questa riflessione è partita, aveva il grande pregio di avvicinare ed allontanare continuamente i due caratteri protagonisti, coinvolgendoli sì in una serie di esilaranti situazioni, ma anche svelando molto lentamente le loro fragilità e i loro dubbi, fino a renderli uniti e solidali solo nello splendido e commovente finale, in cui una triste verità veniva finalmente svelata.

Parto col folle resta quindi una commedia divertente ma senza anima, una mancata prova di due attori che sembrano qui dotati di una scarsissima alchimia. Una pellicola comunque ottima per passare in una serata primaverile, un paio d’ore tra amici guardando un dvd.

Sfortunatamente non c’è di più e il buon cinema dovremo cercarlo altrove.

VOTO
Se avete da 00 a 13 anni: Carino, 6,5
Se avete da 13 a 20 anni: Divertente, 7
Se avete da 20 a 30 anni: Insomma, 6
Se avete da 30 a 40 anni: Già visto, 5
Se avete da 40 anni in su: Senza mordente, 5

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