AMER: Finalmente, la paura

Amer, dal francese amaro.

Difficile catalogare e descrivere questo gioiellino d’oltralpe senza svelarne l’anima, ma un tentativo lo si può comunque fare.

Profondamente evocativo e terrificante, Amer prende vita dalla necessità di riappropriarsi della paura. Diviso in tre parti ben distinte, ma complementari, il film si dipana attraverso la vita e le sensazioni provate da Ana, prima bambina, poi adolescente ed infine donna. Pervaso da una profonda sensualità e da una rappresentazione del terrore arcaica, infantile, primordiale eppure efficacissima, il film, che affonda le proprie radici in due dei capolavori di Dario Argento, (Profondo Rosso e Suspiria) cattura fin dai titoli di testa, per portarci verso oscuri ed inospitali territori, abitati delle terribili ed impietose visioni generate dalla nostra mente.

Costruendo il proprio impianto narrativo sul silenzio della parola e sull’assordante cacofonia dei rumori che invadono la vita della protagonista, Amer costruisce un ponte di congiunzione tra un passato fatto di paure svelate a poco a poco, dominate da sensazioni, buchi della serratura, colori cangianti e curiosità infantile, per traghettarci verso un futuro di incomunicabile incertezza.

Fatta di particolari e primi piani ravvicinatissimi, capace di suscitare vero e proprio terrore (soprattutto nella prima parte) e determinata a far deflagrare la carne umana e con lei le nostre difese più intime, nell’insopportabile sequenza che ne precede la conclusione, la pellicola resta un’esperienza al tempo stesso eterea e carnale. Dominata in eguale ed insistita misura da Eros e Thanatos, Amer è in grado di trovare una quadratura del cerchio, una luce di abbagliante oscurità, una buia e cangiante nitidezza, solo nell’amaro finale, canto del cigno di un cinema che ormai non esiste più.

Riappropriandosi e riappropriandoci delle fondamenta stesse del nostro essere, Amer ci restituisce il nostro passato e con lui tutto l’orrore che, ci piaccia o no, da sempre regna sovrano sulla crescita, i ricordi, la vita e la morte.

 

VOTO
Se avete da 00 a 13 anni: Non per bambini, n.c.
Se avete da 13 a 20 anni: Noioso, 5
Se avete da 20 a 30 anni: Non male, 6
Se avete da 30 a 40 anni: Finalmente, 8,5
Se avete da 40 anni in su: Bellissimo, 8,5

 

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5 commenti

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5 risposte a “AMER: Finalmente, la paura

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  2. Ken

    allora, che dire? bah…trama? non è presente in questo film e se ci può essere non ha alcun senso e al massimo può essere tutti interpretato soggetivamente…di conseguenza toglie oggettività al film stesso.
    presentato come omaggio a film anni 70’s italiani ma di che anni 70 ha poco e niente,escludendo la locandina(molto psichedelica),le musiche(grandi omaggi) e qualche citazione che elencherò.
    -Infanzia:
    buone le alternanze di luci e la fotografia che ad un primo impatto possono ricordare Suspiria ma che più attentamente le sequenze di colori fanno affiorare ricordi sulle uccisioni tratte da “passi di morte perduti nel buio”(Maurizio Predaux,1977). incompresibile fino a qui e siamo solo all’inizio.
    -Adolescenza:
    il film si cala su un erotismo sottile, per nulla scontato ma giusto fine a se stesso. Da notare la scena in cui Ana(la protaginista) quando vede i motociclisti,imbarazzata,provocata o eccitata(sta a voi dirlo) stringe il capello con le mani. scena bella e palesemente presa di spunto dal finale di “Un Biglietto In Due”(1987, John Hughes–>Steve Martin e John Candy).
    -Fase Adulta:
    bella la citazione musicale tratta dal tema de “La Tarantola Dal Ventre Nero”(Paolo Cavara,1971);film dal sottoscritto mai apprezzato nonostante il cast invidiabile(Giannini,Bouchet, Bach, Falk,Sandrelli,Auger e Tranquilli).
    anche apprezzabile la citazione tratta da Profondo Rosso, quando Ana raschia il muro con il coltello (e non con un pezzo di vetro).
    In sostanza dal mio modesto punto di vista, da appassionato del genere e di cinema nella più generale delle sue forme, un film dilungato, privo di senso e solamente ansioso ma che riesce a tenerti “sveglio” nell’unica speranza di riuscire a capirne qualcosa.
    Film Thriller-Parapsicologico non vuol dire enigmatico al punto tale di non capirne nulla, ma ben altro; Consiglio per gli appassionati:
    -Sette note in nero(molto enigmatico ma adatto anche al grande pubblico)
    -Una lucertola con la pelle di donna
    -Tutti i colori del buio
    -Il tocco della medusa
    By Ken

  3. luis

    L ho trovato interessante, ai limiti della videoarte, ho 25 anni , per niente noioso. certo dal trailer mi aspettavo più azione perchè pensavo un vero proprio thriller stiloso. ma devo ammettere che sono piacevolmente stupito, il film è proprio un esperienza sensoriale, introspettivo e non rumoroso. La mancanza di dialoghi rende il film in sè cosmopolita e internazionale, il silenzio è una lingua che capiamo tutti, sappiamo ascoltare i sospiri o la pelle quando ci parlano? sappiamo guardarci dentro senza violarci? e perchè ci copriamo gli occhi? il film è davvero un opera da vedere più volte, cosa che faccio già ora

    • Film bello e strano Amer, ti lascia addosso una gran voglia di rivederlo subito, per dare giusta interpretazione a quanto visto nel finale… L’assenza di dialoghi non fa altro che aumentarne il fascino, sono completamente concorde con la tua opinione, “ai limiti della videoarte”.

      Grazie e a presto

  4. nadia

    UN FILM PARTICOLARE KE RIESCE A TENERTI FISSO ALLO SCHERMO PREVALENTEMENTE MUTO SENZA SENSO
    HO 43 ANNI….

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