JESUS CAMP: Agghiacciante, bellissimo

Lo chiarisco subito, da anni un film non mi suscitava così tante e tali emozioni. Jesus Camp descrive in modo calligrafico e privo di parzialità il mondo dell’integralismo cattolico evangelico.

Il documentario è una delle forme cinematografiche più alte che si conoscano, l’operazione risulta tanto più pregevole, quanto il regista riesce a restituire una descrizione super partes della materia che tratta. Se i documentari a tesi sono encomiabili, quelli di Michael Moore non solo ne sono un ottimo esempio, ma hanno anche pesantemente contribuito alla diffusione di questa snobbata forma d’arte, l’assenza di qualsivoglia interferenza da parte del regista, garantisce un costante esercizio mentale a base di interrogativi, obiezioni e domande.

Jesus Camp non fa eccezione e riesce a imporre una prospettiva distaccata, imparziale, un punto di vista quasi antropologico. Ne è dimostrazione il fatto che i protagonisti ritratti in questa pellicola, si sono detti estremamente soddisfatti del risultato, che a loro dire fotografa perfettamente la loro realtà. Detto questo veniamo alla materia trattata, perchè Jesus Camp assomiglia drammaticamente ad un horror. Le situazioni mostrate, l’indottrinamento al limite del fanatismo, le parole dei protagonisti e l’angoscia che nasce nello spettatore di fronte ad una rappresentazione di una realtà sconosciuta e a tratti incredibile.

Difficile restare neutrali e non avanzare giudizi, da questo punto di vista risulta azzeccatissima la scelta delle due registe. Ciò che risulta chiaro è la volontà di rappresentare dei fatti, proporre un percorso, senza clamore e senza scene madri, ma cercando di mettere insieme i pezzi con meticolosa umiltà. Per lo spettatore non esiste via d’uscita, è destinato ad assistere impotente alla condanna a morte di Harry Potter e alla demonizzazione dell’aborto.

Quasi impossibile non sobbalzare sulla sedia al proclamato intento di una bambina di diventare manicure per poter parlare di Gesù alle sue future clienti, impensabile non provare un brivido lungo la schiena mentre la responsabile del Campo benedice la sua presentazione Power point.

Come dicevo per lo spettatore non c’è scampo, ci si scopre attoniti e di certo non rinfrancati dalla visione di Jesus Camp… una visione che resta comunque necessaria.

VOTO
Se avete da 00 a 13 anni: Vietatissimo, n.c.
Se avete da 13 a 20 anni: Bello, 7
Se avete da 20 a 30 anni: Bellissimo, 7,5
Se avete da 30 a 40 anni: Capolavoro, 9
Se avete da 40 anni in su: Agghiacciante, 8

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